(Teleborsa) – Rivista al rialzo la crescita del settore manifatturiero e dei servizi dell’Eurozona, che appare più brillante di quanto segnalato nella stima preliminare e fotografa una leggera crescita dell’economia europea. Lo rivela l’indagine sulle aspettative dei direttori acquisto delle imprese, condotta da Hamburg Commercial Bank per S&P Global.
L’indice PMI dei servizi nella Zona Euro a marzo 2025 si è rafforzato a 51 punti dai 50,4 della stima preliminare, risultando superiore ai 50,6 del mese precedente. Parallelamente, l’indice PMI composito è salito a 50,9 punti da 50,2 (dal 50,4 della stima preliminare). L’indice si mantiene sopra la soglia critica dei 50 punti che separa una fase di contrazione (sotto) da una di espansione (sopra).
Per quanto riguarda le economie più importanti dell’Area Euro, l’Italia vede scendere il PMI dei servizi a 52 punti dai 53 punti precedenti, sotto il preliminare (52,6). La Germania vede scendere il PMI servizi a 50,9 punti dai 50,2 preliminari e rispetto ai 51, del mese precedente. La Francia registra un miglioramento a 47,9 punti dai 45,3 della stima preliminare, in aumento rispetto ai 46,6 del mese precedente.
“Quella del settore terziario dell’eurozona non possiamo più realmente chiamarla crescita – ha commentato Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank – L’indice è di nuovo in bilico appena al di sopra della soglia di non cambiamento di 50. I nuovi ordini hanno persino registrato un leggero calo per il secondo mese consecutivo, ed il lavoro inevaso continua a mantenere un trend al ribasso. Presumibilmente a breve, vedremo spinte propulsive indirette del settore terziario tedesco, dovute ai maggiori investimenti su infrastrutture e difesa. Il settore dei servizi dell’intera eurozona potrebbe però dover affrontare maggiori difficoltà. Eppure, l’aumento dei salari reali potrebbe agevolare lo stimolo ai consumi, il che gioverebbe soprattutto ai fornitori di servizi”.
“A marzo, dopo l’andamento al rialzo dei mesi recenti, le pressioni inflazionistiche del settore terziario sono rallentate – ha aggiunto – I costi stanno ancora salendo a tasso significativo, ma non rapidamente quanto prima. Nel frattempo, le aziende terziarie si stanno frenando dall’alzare i prezzi più di quanto non lo abbiano fatto finora. Nel frattempo, la Banca Centrale Europea (BCE) non dà ancora il via libera, visto che l’inflazione resta storicamente alta, e punta inoltre il dito sull’aumento dell’incertezza. L’attuale dibattito all’interno della BCE sul se e a quale tasso tagliare i tassi di interesse è quindi abbastanza comprensibile”.