(Teleborsa) – In un momento di estrema tensione internazionale, il vicepresidente uscente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos, ha preso una posizione netta a favore dell’autonomia monetaria e del rafforzamento dell’Unione bancaria. Intervistato dalla testata Politico e successivamente impegnato in un’audizione al Parlamento europeo, il banchiere spagnolo ha affrontato alcuni dei principali temi caldi in questo momento.
Di fronte allo scontro tra la Casa Bianca e il numero uno della Fed, Jerome Powell — colpito da un mandato di comparizione del Dipartimento di Giustizia Usa per la vicenda dei costi di ristrutturazione degli edifici della banca centrale — De Guindos ha espresso totale stima per il collega. “È un ottimo professionista ed è stato un ottimo presidente della Fed”, ha dichiarato il vicepresidente Bce, sottolineando che “per tutti noi è molto importante che il principio dell’indipendenza della Banca centrale venga anche applicato alla Fed”.
Nonostante le turbolenze giudiziarie americane, De Guindos ha rassicurato sui riflessi internazionali, confermando che i meccanismi di scambio valutario tra Bce e Fed “restano pienamente operativi”, pur ammonendo che l’Europa deve ormai “cercare di dotarsi di maggiore autonomia”.
Spostando il focus sul panorama europeo, De Guindos ha criticato apertamente l’interferenza dei governi nelle operazioni di consolidamento bancario, citando indirettamente il caso italiano e l’uso del “golden power” su operazioni come quella tra UniCredit e Bpm. “È molto bello parlare di unione dei mercati dei capitali. Ma poi non si tratta solo di una narrativa, si tratta della realtà. E sfortunatamente, la realtà è diversa, a volte si creano difficoltà politiche”, ha affermato con rammarico.
Il vicepresidente ha ricordato che anche la Commissione europea è stata “molto chiara” sulla non interferenza politica, avviando procedure contro quelle giurisdizioni che hanno sollevato ostacoli. “Siamo a favore delle fusioni transfrontaliere. Penso che sarebbe ottimale in termini di una vera unione bancaria in Europa”, ha ribadito con forza davanti agli eurodeputati.
Sul fronte normativo, De Guindos ha respinto ogni ipotesi di ammorbidimento dei criteri patrimoniali per le banche, nonostante i segnali di allentamento provenienti da Stati Uniti e Gran Bretagna. Infine, ha lanciato un monito sulla tassazione degli extraprofitti bancari, tema ricorrente nel dibattito politico italiano. “Il nostro parere qui è che la tassazione sulle banche non deve compromettere il credito”, ha spiegato, aggiungendo che tali misure “non devono creare alcun problema supplementare in termini di stabilità finanziaria. Come abbiamo sempre detto, non deve minare la stabilità finanziaria“.
