(Teleborsa) – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il piano di impresa del 2026 e del 2029 con un modello di business focalizzato sui ricavi da commissione, sulla crescita e sulla tecnologia, come ha spiegato l’amministratore delegato del gruppo Carlo Messina: “Il nostro baricentro resterà in Italia, dove erogheremo a medio-lungo termine 260 miliardi ad imprese e famiglie; Riteniamo che, con la fine del piano di resistenza e resilienza sia necessario un elemento di continuità e stabilizzazione per il paese, come motore di crescita per il Paese, in quanto non c’è ancora questa crescita per il Paese. Allo stesso tempo ci prefiggiamo di realizzare una diversificazione geografica: la Svizzera, il Centro-Est Europa, il Belgio e, adesso, il 9% di crescita in Germania, Francia e Spagna”.
Come per il piano precedente, anche in questo caso è prevista una crescita dell’utile, legato anche alla stabilizzazione dei tassi. Continua infatti Messina: “Non abbiamo dato un’indicazione specifica dell’utile, ma sarà superiore a 11 miliardi e mezzo nei due anni. Quindi la crescita sarà ragionevole e con una progressione abbastanza costante. A partire dal 2027 accelererà anche il margine di interesse, perché i tassi nella nostra previsione si stabilizzeranno; siamo stati prudenti, non abbiamo immaginato che salissero, ma l’effetto dei volumi porta a far crescere anche il margine di interesse”.
Parte del nuovo piano è quindi focalizzata anche sulla crescita all’estero, soprattutto per via dell’Antitrust italiano, come ha spiegato Messina: “Abbiamo un vincolo che si chiama Antitrust, per questo ci rivolgiamo all’estero, perché in Italia non possiamo crescere oltre la dimensione che abbiamo già oggi. Questo riguarda il settore bancario e il settore assicurativo. Siamo la prima compagnia assicurativa Vita in Italia per livello di riserve tecniche, superiore anche a quella di Generali. In termini di flussi di premi e di nuova produzione sul Vita, siamo i secondi dopo Generali. Per questo, per noi, sarà strategico internazionalizzare la diversificazione, fatta però valorizzando i nostri punti di forza: il settore tecnologico e il modello di Wealth Management, e non effettuando acquisizioni che abbiano un costo eccessivo o un impatto negativo”.
La componente tecnologica all’interno del nuovo piano è in questo senso fondamentale, sia a livello di integrazione che di investimento, come ha dichiarato l’Amministratore Delegato: “In realtà, con il nostro modello di business, riteniamo di poter creare una cosa abbastanza unica, perché l’elemento tecnologico che noi avremo nel 2027 è unico. Isybank e Isytech sono FinTech, e Intesa Sanpaolo diventerà una FinTech come sistema informativo; non c’è nessun’altra banca in Europa che abbia il nostro sistema. Quindi avremo la capacità di poter servire i clienti attraverso un sistema unico. Quello di cui abbiamo bisogno è una rete distributiva e, per questo, o assumeremo promotori finanziari oppure acquisiremo le reti presenti in questi paesi”.
