(Teleborsa) – Danone ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto di pertinenza del gruppo nel 2025 è sceso a 1,83 miliardi di euro dai 2,02 miliardi di euro dell’anno precedente, a seguito dell’impatto di oneri non ricorrenti per 725 milioni di euro, legati ai costi da ristrutturazione, che risultano quasi quadruplicati rispetto ai 179 milioni di euro del 2024, anno in cui Danone aveva registrato anche plusvalenze da cessione, fra cui la vendita della sua attività lattiero-casearia in Russia e la linea biologica in USA. L’EPS è diminuito del 10% a 2,82 euro, mentre l’utile per azione diluito ricorrente è aumentato del 4,6% a 3,80 euro.
Le vendite reported sono rimaste sostanzialmente invariate a 27,28 miliardi di euro, a causa dell’impatto valutario, negativo per circa il 5% a causa del deprezzamento del dollaro statunitense, del peso argentino e del renminbi cinese. Questo effetto, ha pressoché compensato la crescita delle vendite underlying ed a parità di perimetro pari al 4,5%. Questa crescita è stata trainata da un aumento del 2,7% dei volumi e del mix e da un contributo del prezzo dell’1,8%.
Cina, Asia settentrionale e Oceania hanno registrato una crescita delle vendite like-for-like dell’11,7% per l’intero anno, oltre cinque volte superiore al tasso di crescita del 2,3% dell’Europa.
Il settore Specialized Nutrition, che include il latte artificiale per l’infanzia, è stato il business che ha registrato la più rapida crescita del gruppo nel 2025, con un fatturato a perimetro costante in aumento del 7,4% a 9,28 miliardi di euro. Danone ha però annunciato che sta ritirando alcuni lotti di prodotti per l’infanzia in mercati non non specificati “in coordinamento con le autorità”, citando l’evoluzione dei requisiti nazionali in materia di sicurezza alimentare, anche se la società ritiene che questa operazione non abbia un impatto finanziario degno di nota.
L’aumento delle vendite ha favorito una crescita del 3% dell’utile operativo (escluse voci straordinarie) a 3,67 miliardi di euro, portando il margine operativo ricorrente al 13,4% (+44 punti base). L’utile per azione diluito ricorrente è aumentato del 4,6% a 3,80 euro.
Il flusso di cassa libero è sceso del 6,8% a 2,80 miliardi di euro, rispetto al record di 3 miliardi di euro del 2024, mentre gli investimenti sono aumentati di 132 milioni di euro a 1,06 miliardi di euro. L’indebitamento netto è sceso a 8,43 miliardi di euro dagli 8,6 miliardi di euro, portando il rapporto indebitamento netto/EBITDA a 2 volte, rispetto a 1,9 volte nel 2024.
Per l’esercizio 2026, Danone prevede una crescita del fatturato a perimetro costante compresa tra il 3% e il 5%, con un utile operativo ricorrente che dovrebbe evidenziare una crescita più rapida del fatturato.
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