(Teleborsa) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito con una maggioranza di 6 voti contro 3 che l’uso dei poteri di emergenza da parte del presidente Donald Trump per imporre dazi doganali massicci è illegittimo. La sentenza si concentra sull’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, una legge che Trump ha utilizzato come pilastro per la sua politica protezionistica, giustificando i prelievi su quasi tutti i partner commerciali stranieri come risposta a una presunta emergenza nazionale legata ai deficit commerciali e al traffico di droga.
Il Chief Justice John Roberts, autore del parere di maggioranza, ha chiarito che la Costituzione assegna in modo inequivocabile il potere di tassazione al Congresso e non al ramo esecutivo. Roberts ha argomentato che, se il Congresso avesse voluto delegare al Presidente il potere straordinario di imporre dazi tramite l’IEEPA, lo avrebbe fatto esplicitamente, come accaduto in altri statuti tariffari.
Le ripercussioni finanziarie di questa decisione sono state immediate. I mercati azionari hanno reagito con ottimismo, con il Dow Jones che ha guadagnato oltre 200 punti e l’S&P 500 in rialzo dello 0,52% nelle prime fasi di contrattazione. Gli investitori avevano già mostrato scetticismo sulla tenuta legale dei dazi durante le udienze dello scorso anno, e la conferma della loro illegittimità riduce l’incertezza sui costi di importazione.
Tuttavia, la sentenza ha aperto un enorme problema di bilancio per il Tesoro americano: secondo gli economisti del Penn-Wharton Budget Model, sono stati raccolti oltre 175 miliardi di dollari attraverso questi dazi, una somma che ora potrebbe dover essere interamente rimborsata alle aziende e agli Stati che hanno intentato la causa.
Nonostante la sconfitta giudiziaria, l’amministrazione Trump non sembra intenzionata a rinunciare alla sua strategia di pressione commerciale. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti cercheranno di mantenere il maggior numero possibile di dazi invocando altre giustificazioni legali, come le norme sulla sicurezza nazionale o le azioni di ritorsione contro pratiche commerciali sleali.
Lo stesso Trump ha confermato di essere pronto a un “piano B“, segnalando che la battaglia sulle barriere doganali si sposterà ora su nuovi terreni normativi.
