(Teleborsa) – Rallenta il ritmo degli acquisti sui listini statunitensi a metà seduta, mentre gli investitori attendono l’esito domani della riunione politica della Federal Reserve alla luce dell’aumento dei costi energetici dovuto al conflitto in corso in Medio Oriente.
In tema di banche centrali, agenda fitta questa settimana, con le riunioni della BCE, BoE, BoJ e gli istituti svizzero e svedese. Nel frattempo, la Reserve Bank of Australia ha aumentato il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,1%.
Sul fronte geopolitico, nessun governo ha dichiarato pubblicamente che invierà navi da guerra per scortare le navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz, con gli alleati degli Stati Uniti che si mostrano riluttanti a un coinvolgimento diretto nonostante le pressioni statunitensi.
Lieve aumento per la Borsa di New York, che mostra sul Dow Jones un rialzo dello 0,26%; sulla stessa linea, l’S&P-500 avanza in maniera frazionale, arrivando a 6.722 punti. Poco sopra la parità il Nasdaq 100 (+0,5%); sulla parità l’S&P 100 (+0,13%).
Apprezzabile rialzo nell’S&P 500 per i comparti energia (+1,63%), beni di consumo secondari (+0,79%) e finanziario (+0,76%). Il settore sanitario, con il suo -0,63%, si attesta come peggiore del mercato.
Tra i protagonisti del Dow Jones, Walt Disney (+2,01%), IBM (+1,90%), Chevron (+1,49%) e Goldman Sachs (+1,46%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su Honeywell International, che ottiene -1,70%. Sostanzialmente debole Boeing, che registra una flessione dell’1,36%. Contrazione moderata per Johnson & Johnson, che soffre un calo dell’1,02%.
Al top tra i colossi tecnologici di Wall Street, si posizionano Western Digital (+5,52%), Baker Hughes Company (+4,69%), ARM Holdings (+4,01%) e Booking Holdings (+3,39%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Intel, che continua la seduta con -3,04%. Sotto pressione Broadcom, con un forte ribasso dell’1,84%. Soffre Honeywell International, che evidenzia una perdita dell’1,70%. Sottotono Amgen che mostra una limatura dell’1,34%.
