(Teleborsa) – Giornata difficile per Piazza Affari, che scambia in pesante ribasso, assieme agli altri Eurolistini.
A Milano crollo di Inwit dopo la notizia dell’accordo tra Tim e Fastweb+Vodafone per costruire infrastrutture rivali: il titolo è sceso ai livelli minimi da circa un anno.
Tra gli investitori europei regna la cautela in attesa delle decisioni di politica monetaria e monitorando l’escalation in Medio Oriente.
I mercati si preparano agli annunci della Banca Centrale Europea e della Bank of England. Entrambe dovrebbero mantenere i tassi invariati, seguendo la scia di Federal Reserve, Bank of Canada e Bank of Japan. Tuttavia, l’attenzione è rivolta a come i banchieri centrali valuteranno l’impatto della guerra in Iran sulle economie europee. Il timore principale è la stagflazione: un mix di attività economica stagnante ed elevata inflazione, scenario simile allo shock energetico post-invasione dell’Ucraina nel 2022.
I prezzi del greggio continuano la loro corsa a causa degli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche. Il Brent è balzato del 6% superando i 113 dollari al barile, mentre il WTI scambia a 96,26 dollari.
Sul fronte macroeconomico, crescono meno delle attese i disoccupati richiedenti un sussidio (claimant count) nel Regno Unito: a febbraio 2026 sono risultati in salita di 24.700 unità, dopo aver riportato una crescita di 4.700 unità a gennaio (rivisto da un preliminare di +28.600). Il dato, pubblicato dall’Office for National Statistics (ONS), si confronta con l’aumento di 25.800 unità stimato dal consensus. Stabile il tasso di disoccupazione, che si attesta al 5,2% a gennaio, in linea con dicembre e contro il 5,3% atteso dagli analisti.
Rallenta intanto la crescita del costo del lavoro nella Zona Euro, che registra nel 4° trimestre un +3,3% rispetto al +3,4% dello stesso periodo dello scorso anno. A gennaio 2026, rispetto a dicembre 2025, la produzione destagionalizzata nel settore delle costruzioni è diminuita dello 0,1% nell’area dell’euro e dello 0,9% nell’UE, secondo le stime di Eurostat. A dicembre 2025, la produzione nel settore delle costruzioni era cresciuta dello 0,7% nell’area dell’euro e dell’1,0% nell’UE.
L’Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,07%. Si abbattono le vendite sull’oro, che scambia a 4.675,9 dollari l’oncia, in forte calo del 2,97%. Nessuna variazione significativa per il mercato petrolifero, con il petrolio (Light Sweet Crude Oil) che si attesta sui valori della vigilia a 96,22 dollari per barile.
Lo Spread peggiora, toccando i +81 punti base, con un aumento di 3 punti base rispetto al valore precedente, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,79%.
Tra gli indici di Eurolandia tonfo di Francoforte, che mostra una caduta del 2,28%, lettera su Londra, che registra un importante calo dell’1,88%, e scende Parigi, con un ribasso dell’1,64%.
Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che sta lasciando sul terreno il 2,10%; sulla stessa linea, profondo rosso per il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 46.027 punti, in netto calo del 2,15%.
Pesante il FTSE Italia Mid Cap (-2,56%); come pure, depresso il FTSE Italia Star (-2,07%).
Best performer tra i titoli italiani più capitalizzati, ENI avanza dell’1,80%.
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Inwit, che prosegue le contrattazioni a -20,31%.
Crolla Prysmian, con una flessione del 4,45%.
Sotto pressione Unicredit, che accusa un calo del 3,55%.
Scivola STMicroelectronics, con un netto svantaggio del 3,35%.
Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, BFF Bank (+3,91%), Philogen (+1,76%), CIR (+1,51%) e Reply (+0,94%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su D’Amico, che continua la seduta con -14,41%.
Vendite a piene mani su Technoprobe, che soffre un decremento dell’11,99%.
Pessima performance per Maire, che registra un ribasso del 4,73%.
Sessione nera per Danieli, che lascia sul tappeto una perdita del 4,71%.
