(Teleborsa) – Le Borse europee chiudono in profondo rosso dopo i nuovi attacchi a infrastrutture energetiche nel Medio Oriente, con conseguente ulteriore rialzo delle quotazioni di petrolio (Brent a 119 dollari al barile in tarda mattinata) e gas (70 euro al MWh in apertura). In particolare, l’Iran ha colpito un’importante raffineria saudita sul Mar Rosso e un impianto di esportazione di GNL in Qatar, in seguito all’attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars. Gli attacchi iraniani hanno messo fuori uso il 17% della capacità di esportazione di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, causando una perdita di entrate annuali stimata in 20 miliardi di dollari e minacciando le forniture all’Europa e all’Asia, ha detto a Reuters il CEO di QatarEnergy, Saad al-Kaabi. A causa di due linee danneggiate, QatarEnergy dovrà dichiarare la forza maggiore sui contratti a lungo termine per un massimo di cinque anni per le forniture di GNL destinate a Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina.
Intanto, Regno Unito, Giappone, Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui chiedono all’Iran di cessare gli attacchi contro siti energetici e altre infrastrutture civili e di porre fine al blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Sul fronte delle banche centrali, la BCE ha mantenuto il tasso di interesse di riferimento al 2%, in linea con le attese, ma ha detto di stare monitorando attentamente l’effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia su crescita e inflazione mettendo in chiaro di essere pronta a intervenire qualora fosse necessario. Commentando la decisione, la presidente Christine Lagarde ha scelto di non ripetere il suo recente mantra secondo cui la banca centrale si trovava “in una buona posizione”. Ha invece affermato che l’eurozona è resiliente e che la bassa inflazione significa che è “ben posizionata” per affrontare quello che ha definito un “grave shock in atto”.
Nella riunione terminata ieri la Fed ha scelto, in linea con le attese, di mantenere i tassi invariati al 3,5-3,75%. La decisione è stata assunta con l’unico voto dissenziente di Miran, favorevole a un taglio di -25pb. In conferenza stampa il presidente Jerome Powell ha sottolineato l’elevata incertezza del momento, affermando che “è troppo presto per conoscere la portata e la durata dei potenziali effetti sull’economia” dello shock petrolifero che, secondo il presidente Fed, farà comunque salire nel breve termine l’inflazione (di qui il ritocco al rialzo delle stime). Stamattina la Banca del Giappone (BoJ) ha lasciato i tassi d’interesse invariati allo 0,75% con un voto non unanime (8-1) dei membri del Consiglio; la BoJ ha motivato la prudenza della decisone con l’incertezza derivante dal conflitto. La Banca nazionale svizzera (Bns) ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0%, a fronte di un’impennata del franco svizzero causata dal conflitto che coinvolge l’Iran. La Bank of England (BoE) ha votato “all’unanimità” per mantenere invariato il tasso di interesse di riferimento al 3,75% giovedì.
Sul fronte macroeconomico, nel pomeriggio è emerso che negli Stati Uniti, durante la settimana fino al 14 marzo, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono diminuite a 205 mila da 213 mila del periodo precedente (contro attese di lieve aumento). In mattina era emerso che a gennaio nel Regno Unito il tasso di disoccupazione a 3 mesi è rimasto invariato al 5,2% (contro attese di marginale rialzo), segnalando una stabilizzazione del mercato del lavoro dopo un persistente deterioramento. In Eurozona, l’aumento del costo lavoro è rallentato al 3,3% nel quarto trimestre.
Lieve aumento per l’euro / dollaro USA, che mostra un rialzo dello 0,63%. Si abbattono le vendite sull’oro, che scambia a 4.593,3 dollari l’oncia, in forte calo del 4,68%. Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno del 2,17%.
Torna a galoppare lo spread, che si posiziona a +83 punti base, con un forte incremento di 5 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,79%.
Tra gli indici di Eurolandia sessione nera per Francoforte, che lascia sul tappeto una perdita del 2,82%, in perdita Londra, che scende del 2,35%, e pesante Parigi, che segna una discesa di ben -2,03 punti percentuali.
Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che lascia sul terreno il 2,32%; sulla stessa linea, giornata da dimenticare per il FTSE Italia All-Share, che si ferma a 45.923 punti, ritracciando del 2,37%. Pessimo il FTSE Italia Mid Cap (-2,96%); sulla stessa linea, in forte calo il FTSE Italia Star (-2,28%).
Tra i best performers di Milano, in evidenza ENI (+3,75%), Nexi (+1,91%) e Saipem (+0,86%).
I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Inwit, che ha archiviato la seduta a -15,60%. Seduta negativa per Telecom Italia, che scende del 5,70%. Sensibili perdite per Ferrari, in calo del 5,41%. In apnea Prysmian, che arretra del 5,39%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, BFF Bank (+3,33%), Technogym (+2,09%), MFE A (+1,93%) e Philogen (+1,76%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Technoprobe, che ha terminato le contrattazioni a -18,47%. Tonfo di D’Amico, che mostra una caduta del 7,36%. Lettera su Interpump, che registra un importante calo del 6,51%. Scende Safilo, con un ribasso del 5,58%.
