(Teleborsa) – Le Borse europee si muovono in rialzo, pur in una fase di elevata volatilità, guidata dal listino londinese FTSE 100, seguito dal FTSE MIB, sostenuto dagli acquisti sui titoli legati all’energia, con il prezzo del petrolio che si mantiene su livelli alti e ben superiori ai 100 dollari al barile.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinnovato le minacce contro le infrastrutture energetiche iraniane, tra cui la distruzione delle centrali elettriche e dell’isola di Kharg, qualora non si raggiunga un accordo e lo Stretto di Hormuz rimanga di fatto chiuso. Tuttavia, ha affermato che gli Stati Uniti sono impegnati in “serie discussioni” con un nuovo regime in Iran, descritto come “più ragionevole” per porre fine alle operazioni militari in Iran. “Sono stati compiuti grandi progressi, ma se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente accadrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente “aperto agli affari”, concluderemo la nostra piacevole “permanenza” in Iran distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che abbiamo volutamente lasciato intatti”, ha scritto sul suo profilo Truth Social.
“La guerra tra Iran e Israele resta altamente instabile, con nuovi attacchi nel Golfo e lo Stretto di Hormuz ancora bloccato, ma il mercato oggi sta reagendo in modo più costruttivo – commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo – Il petrolio, dopo aver toccato quota 116 dollari per il Brent, ha ridotto parte dei guadagni grazie al post di Trump che apre alla possibilità di un accordo col “nuovo regime”, nonostante le minacce di colpire le infrastrutture energetiche iraniane e la discutibile attendibilità delle sue dichiarazioni”.
Sul fronte macroeconomico, in Eurozona a marzo l’ESI è sceso a 96,6 da 98,3 a causa dell’escalation militare mediorientale. Il calo della fiducia si è fatto sentire principalmente tra consumatori e dettaglianti mentre il sentiment generale di industria e servizi è rimasto stabile. In Germania a marzo l’inflazione armonizzata è salita, in linea con il consenso, di +2,8% a/a (da +2% precedente) a causa dell’energia (+7,2%, primo rialzo annuo da dicembre 2023).
Sul fronte della BCE, Isabel Schnabel, solitamente orientata verso una politica monetaria restrittiva, ha adottato un tono più accomodante, sottolineando la necessità di cautela. Ha affermato che la BCE “deve essere vigile, ma non c’è bisogno di affrettarsi” e dovrebbe evitare di reagire in modo eccessivo agli shock dei prezzi dell’energia, evidenziando l’importanza di valutare i dati per gli effetti di secondo livello e le condizioni della domanda. Philip Lane ha invece detto che Francoforte non si lascerà paralizzare dall’indecisione né adatterà preventivamente la propria politica monetaria in risposta al possibile impatto della guerra in Medio Oriente sull’inflazione nella zona euro: “Il 2026 non è il 2022. Non abbiamo i forti effetti della riapertura post-pandemia, il mercato del lavoro è più debole rispetto ad allora, quindi terremo conto di tutte queste considerazioni: nessuna paralisi, ma nemmeno alcuna azione preventiva”.
A Piazza Affari spiccano i crolli di BFF Bank, dopo che Banca d’Italia ha nominato due commissari straordinari per affiancare temporaneamente il CdA e ha individuato criticità contabili che potrebbero generare “past due” addizionali per un totale fino a 1,3 miliardi di euro, e Trevi, dopo l’annuncio di una manovra finanziaria che prevede un aumento di capitale in opzione da 100 milioni di euro da realizzare atteso entro il terzo trimestre di quest’anno e un accordo di pre-garanzia con Mediobanca.
Seduta in frazionale ribasso per l’euro / dollaro USA, che lascia, per ora, sul parterre lo 0,34%. L’Oro prosegue gli scambi con guadagno frazionale dello 0,34%. Giornata di forti guadagni per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo del 2,84%.
Lo Spread fa un piccolo passo verso il basso, con un calo dell’1,04% a quota +95 punti base, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 3,99%.
Tra gli indici di Eurolandia performance modesta per Francoforte, che mostra un moderato rialzo dello 0,37%, ben comprata Londra, che segna un forte rialzo dell’1,27%, e resistente Parigi, che segna un piccolo aumento dello 0,54%.
Il listino milanese mostra un buon guadagno, con il FTSE MIB che sta mettendo a segno un +0,64%; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share procede a piccoli passi, avanzando a 45.896 punti. In lieve ribasso il FTSE Italia Mid Cap (-0,23%); consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (+0,12%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, Terna avanza del 3,14%. Si muove in territorio positivo Ferrari, mostrando un incremento del 2,98%. Denaro su Saipem, che registra un rialzo del 2,96%. Bilancio decisamente positivo per ENI, che vanta un progresso del 2,78%.
Le peggiori performance, invece, si registrano su Banca MPS, che ottiene -2,45%. Mediobanca scende del 2,28%. Calo deciso per Azimut, che segna un -1,73%. Sotto pressione Leonardo, con un forte ribasso dell’1,70%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Ferragamo (+7,89%), OVS (+3,44%), ERG (+3,38%) e Moltiply Group (+2,97%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su BFF Bank, che continua la seduta con -54,94%. Soffre Philogen, che evidenzia una perdita del 2,65%. Preda dei venditori GVS, con un decremento del 2,11%. Si concentrano le vendite su Fiera Milano, che soffre un calo dell’1,95%.
