(Teleborsa) – La Commissione europea ha confermato che la procedura per deficit eccessivo aperta nei confronti dell’Italia rimane “in sospeso”, ritenendo che Roma abbia adottato misure efficaci nonostante la spesa netta nel 2025 abbia superato i limiti raccomandati dal Consiglio. È quanto emerge dalle raccomandazioni arrivate all’Italia nel quadro del “Pacchetto di primavera” del Semestre europeo.
L’esecutivo europeo ha infatti riconosciuto che la deviazione del 2025 è avvenuta “solo in maniera marginale” in termini cumulati e ha valutato favorevolmente il calo nominale del deficit e la correzione attesa per il 2026, in linea con la scadenza stabilita dal Consiglio. “Si considera che l’Italia abbia assunto misure efficaci. Per questo la procedura per deficit eccessivo è tenuta in sospeso”, si legge nel documento. Le riforme e gli investimenti previsti nel periodo di aggiustamento apparivano “ampiamente in carreggiata” al 30 aprile 2026, con la spesa in R&S attesa allo 0,59% del PIL nel 2025 in linea con gli obiettivi.
Tuttavia, la Commissione ha comunque individuato nell’elevato debito pubblico e nella debole crescita della produttività le due principali vulnerabilità dell’economia italiana, entrambe con “rilevanza transfrontaliera”. Il rapporto debito/PIL, calato dopo la pandemia, è tornato a crescere nel 2024 e nel 2025 per effetto del rallentamento della crescita nominale del PIL, dei crediti fiscali sulle ristrutturazioni edilizie degli anni precedenti e dei disavanzi ancora significativi. La Commissione prevede che il rapporto continuerà ad aumentare nel 2026 e nel 2027. La produttività è “recentemente calata ed è prevista in stagnazione, limitando la crescita del PIL potenziale e ostacolando così la riduzione del rapporto debito/PIL”.
Sul fronte bancario, le banche italiane hanno rafforzato la qualità degli attivi e ridotto i crediti deteriorati, ma il nesso sovrano-banche resta una preoccupazione, “in particolare per gli istituti meno significativi e le banche cooperative”. Anche il mercato del lavoro ha continuato a migliorare ma “il potenziale lavorativo non sembra essere pienamente sfruttato”.
Sul tema energetico, la Commissione ha raccomandato all’Italia di “assicurare che qualunque misura presa per mitigare l’impatto dei rialzi dei prezzi dell’energia sia temporanea, mirata a proteggere le famiglie vulnerabili o intervenire sulle necessità delle imprese energivore, preservando gli incentivi al risparmio dell’energia e assicurando che i costi di bilancio siano compatibili con gli impegni” di risanamento dei conti pubblici.
“La continuazione e l’efficace attuazione delle riforme e degli investimenti orientati alla crescita, unitamente a una politica fiscale prudente, rimane cruciale per migliorare la crescita della produttività e ridurre il rapporto debito/PIL”, ha concluso la Commissione.
