(Teleborsa) – Anche con l’imminente ripresa dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, i livelli di stoccaggio di gas naturale nell’Europa nord-occidentale (Regno Unito, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Germania), attualmente ben al di sotto della media, raggiungeranno solo il 74% della capacità prima del prossimo inverno, il livello più basso dal 2013. È la stima di Goldman Sachs, secondo cui, tuttavia, i prezzi del gas naturale in Europa, rimasti relativamente stabili nonostante quello che è stato uno dei più grandi shock di approvvigionamento di gas della storia, suggeriscono che il mercato accetta questo livello di riempimento stimato. La banca d’affari ritiene che questo obiettivo di stoccaggio inferiore rispetto al passato sia coerente con un calo strutturale della domanda di gas in Europa a partire dalla crisi energetica del 2022 e con un aumento significativo delle importazioni di GNL.
La perdita di forniture di GNL dal Qatar, causata dal conflitto con l’Iran, non è mai stata sostenibile per i mercati europei del gas, a causa della necessità di riempire nuovamente i depositi prima dell’inverno, quando la domanda di gas naturale è massima, soprattutto considerando la forte ripresa della domanda di GNL in Asia a partire da maggio. Pertanto, o i flussi di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz inizieranno a normalizzarsi per consentire il riempimento delle riserve di gas europee, oppure il TTF dovrà aumentare per raggiungere tale obiettivo, scoraggiando la domanda di GNL in Asia. Il recente accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe consentire la prima ipotesi, portando Goldman Sachs a mantenere sostanzialmente invariata la previsione del TTF per il secondo semestre 2026 a 41 EUR/MW, in linea con i prezzi a termine attuali.
I prezzi del gas naturale in Europa sono rimasti relativamente sotto controllo a fronte di quello che è stato uno dei più grandi shock di approvvigionamento di gas della storia, il che suggerisce che il mercato si sente a suo agio con questo livello stimato di riempimento delle riserve; “altrimenti avremmo assistito a prezzi del gas europei più elevati, al fine di disincentivare la domanda di GNL al di fuori dell’Europa e, di conseguenza, spingere l’offerta di GNL in Europa a livelli superiori a quelli attuali”, viene sottolineato nel rapporto. La banca d’affari ritiene che questo obiettivo di stoccaggio più basso per l’Europa nord-occidentale rispetto al passato – la media quadriennale del riempimento degli impianti prima della crisi energetica era dell’88% – sia coerente con un aumento significativo delle importazioni di GNL e un calo strutturale della domanda europea di gas a partire dalla crisi energetica del 2022. “Certo, la disponibilità totale di approvvigionamento invernale in Europa è ancora inferiore alla media pre-crisi energetica, anche se tale calo è stato significativamente attenuato dall’aumento delle importazioni europee di GNL nel periodo – viene spiegato – Ma la domanda è diminuita maggiormente. La crisi energetica europea del 2022 ha innescato un aumento delle installazioni di pompe di calore, che ha ridotto la domanda di riscaldamento residenziale in inverno, e la prolungata riduzione delle attività industriali ad alta intensità energetica, che ha ulteriormente pesato sulla domanda industriale di energia. Ciò ha portato a un calo consistente e persistente della domanda europea di gas naturale“.
Di conseguenza, i bilanci invernali nell’Europa nord-occidentale si sono ora attenuati rispetto alla media pre-crisi energetica, consentendo un livello di stoccaggio inferiore all’inizio dell’inverno per generare un bilancio invernale simile e una protezione contro gli shock termici rispetto al passato. Nello specifico, il livello medio di riempimento delle scorte di gas prima dell’inverno nell’Europa nord-occidentale nei quattro anni precedenti la crisi energetica era dell’88%, con un conseguente livello medio di riempimento a fine inverno del 31%, un livello sufficientemente alto da resistere a un inverno più freddo della media fino a due deviazioni standard. Quest’anno, Goldman Sachs stima che le scorte raggiungeranno solo il 74% di riempimento prima dell’inverno, ma prevede comunque un livello di riempimento a fine inverno di circa il 32%, il che suggerisce che, tenendo conto delle variazioni osservate nei bilanci invernali negli ultimi anni, il 74% sia un obiettivo di riempimento appropriato per quest’estate. Inoltre, stima che, con il continuo aumento dell’offerta globale di GNL nei prossimi anni, la disponibilità di approvvigionamento invernale nell’Europa nord-occidentale probabilmente migliorerà ulteriormente e che le scorte di gas nell’Europa nord-occidentale potrebbero ridurre il loro livello di riempimento estivo al 70% entro la fine di ottobre 2028, e sarebbero comunque ben posizionate per affrontare l’inverno senza problemi.
