(Teleborsa) – Seduta in rosso a Wall Street appesantita dall’impennata del petrolio e dai rinnovati timori sulla redditività dei massicci investimenti in intelligenza artificiale.
Scambi in ribasso per la Borsa di New York, che accusa una flessione dello 0,71% sul Dow Jones; sulla stessa linea, si muove in retromarcia l’S&P-500, che scivola a 7.438 punti.
In discesa il Nasdaq 100 (-1,36%); sulla stessa tendenza, negativo l’S&P 100 (-1,2%).
Si distinguono nel paniere S&P 500 i settori beni industriali (+1,74%), energia (+1,67%) e sanitario (+0,74%). Nel listino, i settori telecomunicazioni (-4,48%), beni di consumo secondari (-3,67%) e beni di consumo per l’ufficio (-0,92%) sono tra i più venduti.
Pesano i timori di inflazione con i prezzi del petrolio che sono tornati a salire rapidamente verso quota 100 dollari al barile, dopo che i militanti Houthi, sostenuti da Teheran, hanno rivendicato gli attacchi a due petroliere saudite nel Mar Rosso, minacciando un’altra importante rotta per i flussi petroliferi e alimentando i timori di un’ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Il tutto in un clima già appesantito dai nuovi segnali che stanno emergendo dalle trimestrali tra le quali Alphabet che scivola del 6% nonostante i solidi risultati e dopo aver rivisto al rialzo le previsioni sulla spesa in conto capitale, e Tesla che crolla del 10% dopo aver riportato utili sotto le attese e il primo free cash flow negativo in due anni.
Sono attese ulteriori indicazioni sul settore tech con i conti di Meta Platforms, Microsoft e Amazon in uscita la prossima settimana.
Dall’agenda macro, nella settimana al 18 luglio, le richieste di sussidi di disoccupazione sono state pari a 187mila unità, in calo di 22.000 unità rispetto ai 209mila della settimana precedente (rivisti da 208mila) e inferiore ai 211mila stimati dagli analisti.
Inoltre, l’indice FED Chicago sull’attività nazionale (CFNAI) si è attestato a -0,02 punti rispetto da -0,19 punti di maggio (dato rivisto da -0,1).
