(Teleborsa) – Il presidente Donald Trump ha confermato che l’Iran è impegnato in trattative diplomatiche per mettere fine alla guerra in Medioriente, ma ha anche avvertito che, se non sarà raggiunto un accordo in tal senso, le due parti torneranno a combattere. “C’è una buona probabilità che qualcosa possa accadere, e se accade bene. Se non accade, torneremo a fare quello che stavamo facendo”, ha dichiarato il Presidente ai giornalisti, a bordo dell’Air Force One, spiegando che la tregua sarebbe stata chiesta proprio da Teheran dopo due settimane di massicci attacchi americani.
Una versione subito smentita dall’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha infatti smentito che sia stato chiesto di negoziare in cambio dello stop agli attacchi ed ha ribadito che le relazioni con Washington proseguono solo attraverso i canali diplomatici del Golfo, nel tentativo di riportare in vita il faticoso accordo di cessate il fuoco raggiunto a metà giugno e poi saltato.
Le affermazioni di Trump seguono tre giorni di tregua di fatto, durante i quali gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi massicci contro l’Iran e Teheran le rappresaglie contro le io Paesi del Golfo, come il Kuwait, per consentire l’avanzamento di colloqui diplomatici con i mediatori dell’Oman. Queste nuove dichiarazioni di Trump hanno dunque confermato la de-escalation degli ultimi giorni, ma la tregua potrebbe non reggere, come successo in precedenza.
La nuova tregua è giunta senza annunci, in sordina, dopo che il Presidente americano aveva minacciato la scorsa settimana attacchi su larga scala, rompendo l’accordo di pace provvisorio raggiunto in primavera e fallito a causa della diversità di vedute sullo Stretto di Hormuz. Ed è proprio il futuro di questo passaggio strategico che impegna i negoziati fra Teheran e la diplomazia del Golfo che puntano alla ripresa del traffico navale.
Frattanto, i mercati hanno reagito molto positivamente a questo nuovo segnale di pace, mentre i prezzi del petrolio continuano a raffreddarsi: il future di ottobre sul Brent cede lo 0,78% a 85,20 dollari ed il contratto di settembre sul WTI lo 0,76% a 82 dollari al barile, dopo aver ceduto entrambi oltre l’8% nella giornata di ieri.
