(Teleborsa) – La Commissione europea ha dato il via libera ad un regime di aiuti di Stato adottato dal governo italiano a favore delle imprese dell’autotrasporto per un valore di 300 milioni di euro. Il regime, approvato nell’ambito del quadro temporaneo degli aiuti di Stato legato alla crisi in Medio Oriente (METSAF) adottato dalla Commissione il 29 aprile 2026, punta ad attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi del carburante derivante dal conflitto in Iran.
Infatti, la guerra in Iran ha innescato una spirale rialzista del petrolio e dei suoi derivati: rispetto al febbraio 2026, i prezzi del diesel in Italia sono aumentati del 16,9 % a marzo, del 23,3 % ad aprile e del 18% a maggio.
L’aiuto- si ricorda – assumerà la forma di un credito d’imposta, che potrà essere utilizzato per compensare eventuali imposte che l’impresa è tenuta a versare quali le imposte sul reddito, IVA o contributi previdenziali, entro il 31 dicembre 2026. I beneficiari sono tutte le imprese attive nel settore del trasporto su strada, stabiliti in Italia o con sede legale in Italia.
L’aiuto può coprire fino al 70% dei costi aggiuntivi del carburante derivanti dalla crisi mediorientale per il carburante acquistato nel periodo che va da marzo a giugno 2026. Il regime resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
La Commissione ha valutato il regime in base alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’UE, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di talune attività economiche a determinate condizioni, nonché alle sezioni 1 e 2.2 del METSAF. La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel METSAF. In particolare, gli aiuti saranno concessi sulla base di una ben definita dotazione di bilancio pari a 300 milioni di euro e saranno concessi per sostenere temporaneamente lo sviluppo delle imprese attive nel settore del trasporto su strada.
La Commissione ha concluso che il regime è necessario, adeguato e proporzionato per agevolare lo sviluppo di un’attività economica e non altera le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Su tale base, la Commissione ha approvato il regime italiano ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.
