(Teleborsa) – Nel secondo trimestre del 2026 gli utili delle società chimiche europee hanno registrato un miglioramento. L’aumento dei prezzi e degli spread, gli effetti legati alle scorte e la riduzione dei costi hanno favorito gli utili, risultati generalmente superiori alle previsioni di inizio anno, anche se vi sono scarse evidenze di una ripresa generalizzata della domanda sottostante. E’ quanto emerge da un report di S&P Global dedicato al setto chimico, intitolato “European Chemical Sector Pulse: Earnings Rebound, Demand Remains Weak”.
“La tensione sull’offerta legata al conflitto in Medio Oriente ha generato guadagni a breve termine, ma non ha risolto il problema della sovraccapacità strutturale.”, spiega S&P, notando che “le previsioni per il 2026 si sono dimostrate più resilienti rispetto alla domanda sottostante, con la maggior parte degli emittenti che ha mantenuto o aumentato le aspettative sugli utili nonostante le ipotesi di mercato caute”.
“Il Medio Oriente ha modificato sostanzialmente il contesto operativo per l’industria chimica a partire da marzo 2026”, ha osservato Oliver Kromker, analista del credito di S&P Global Ratings, aggiungendo che le interruzioni delle forniture intorno allo Stretto di Hormuz hanno temporaneamente ridotto la disponibilità globale di materie prime petrolchimiche di circa il 15-20%, facendo aumentare prezzi, spread e utilizzo in alcune parti della catena del valore.
Contemporaneamente, gli acquisti precauzionali in previsione di potenziali carenze hanno sostenuto i volumi, generando utili più elevati nel secondo trimestre, trainati principalmente dall’aumento dei prezzi. Ma ciò non ha portato a un miglioramento comparabile dei consumi degli utenti finali, in particolare nei settori delle costruzioni e dell’automotive, mantenendo i volumi su livelli ciclicamente bassi in media.
Sebbene gli utili del settore siano migliorati, la distribuzione delle prospettive di rating suggerisce che i rischi rimangono orientati al ribasso. Le prospettive negative superano ancora significativamente quelle positive, riflettendo le persistenti preoccupazioni per i bassi tassi di utilizzo, la sovraccapacità globale, le esigenze di rifinanziamento e la generazione irregolare di flussi di cassa liberi. Il margine di rating è migliorato per molti emittenti con rating investment grade, ma circa un terzo dei rating di grado speculativo presenta ancora un’outlook negativo e i declassamenti continuano a essere significativamente più numerosi degli upgrade.
Nel frattempo, il sentiment nel settore chimico è migliorato rispetto ai minimi del 2025, ma gli ultimi indicatori puntano a una stabilizzazione piuttosto che a una ripresa sostenuta.
