(Teleborsa) – Foorban, food tech company italiana che offre frigoriferi e distributori alle aziende per far mangiar sano i loro dipendenti, ha chiuso un nuovo aumento di capitale da 7,2 milioni di euro per supportare la crescita in Italia e all’estero, interamente sostenuto da IMPACT Partners, piattaforma europea di social impact investment dedicata al sostegno di aziende a forte impatto sociale misurabile.
L’investimento, composto da un aumento di capitale e dall’acquisto di quote esistenti, è il primo del fondo in Italia e si aggiunge agli oltre 8 milioni di euro già raccolti dall’azienda in diversi round dalla fondazione dieci anni fa. Ad uscire sono stati alcuni soci singoli della prima ora, mentre ha venduto parte delle sue quote uno dei co-founder – Stefano Cavaleri – non più operativo in azienda in concomitanza con questo round.
L’operazione consentirà a Foorban di accelerare la propria strategia di crescita, potenziare la piattaforma tecnologica proprietaria, rafforzare la logistica ed espandere la propria presenza sia sul territorio nazionale sia in nuovi mercati europei. IMPACT Partners è il partner giusto per realizzare questi obiettivi principalmente per tre motivi, ha detto a Teleborsa Marco Mottolese, fondatore e CEO di Foorban: “Innanzitutto, l’avere un partner con presenza e prospettiva europea è perfettamente allineato con l’idea di espansione all’estero che abbiamo in programma nei prossimi anni; inoltre, c’è stato un ottimo feeling con i partner fin dall’inizio, sia con l’ufficio centrale a Parigi che con il team italiano di recente fondazione; infine, la logica dell’investimento non ha solo una tesi di business – sulla quale comunque hanno creduto fin dall’inizio viste le nostre metriche – ma c’è anche la parte impact, che abbiamo sempre coltivato negli anni senza mai forgiarcene particolarmente, ma in effetti noi aiutiamo le persone al lavoro nel migliorare la loro vita attraverso un’alimentazione più sana ed equilibrata, entrando in quelle logiche di well-being che oggi sono care a tante aziende”.
Nata a Milano nel 2016, negli ultimi quattro anni Foorban ha registrato un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 50%. Ha chiuso il 2025 con quasi 12,5 milioni di euro di fatturato, secondo esercizio a break-even operativo, potendo contare su oltre 500 clienti e 800 smart fridge. “Dall’anno scorso l’azienda è anche in utile e ci resterà, anche se faremo comunque importanti investimenti; i capex sono però fatti in una logica di controllo, senza intaccare la redditività raggiunta, e questa è stata anche una delle tematiche che ha convinto di più il fondo ad investire”.
Foorban propone alle aziende un’alternativa alla mensa aziendale tradizionale: attraverso una soluzione plug-and-play basata su frigo intelligenti connessi ad un’applicazione proprietaria, combina tecnologia e logistica per distribuire piatti pronti, sani e bilanciati direttamente sul posto di lavoro. Si tratta della seconda vita della società, nata nell’era d’oro del delivery e poi virata su un modello B2B2C, affrontando anche i tempi difficili della pandemia in cui gli uffici si erano svuotati. Con la crescita importante degli ultimi anni è arrivato anche un ampliamento della gamma di servizi. “Già da tre anni abbiamo introdotto il caffè con ormai 200 macchine sui territori, abbiamo introdotto le consegne di frutta questa e gli erogatori di acqua microfiltrata – racconta Mottolese – E dall’anno scorso abbiamo introdotto, per ora in un numero limitato di clienti, anche freezer, quindi occupandoci anche della catena del gelo per andare a coprire i gelati di estate piuttosto che i prodotti bakery o piatti pronti frozen in tutte le stagioni, per contesti piccoli o aziende che non possono investire troppi soldi”.
Foorban sostiene che la propria offerta risulta particolarmente apprezzata dai dipendenti con fasce di reddito più basse o impiegati in sedi periferiche e logisticamente meno servite. Inoltre, rendendo accessibile un’alimentazione di qualità a lavoratori che spesso dispongono di opzioni limitate, promuove stili di vita più sani e sostiene il benessere finanziario delle persone. “La capacità dell’azienda di rendere i pasti di qualità accessibili anche ai lavoratori con redditi più bassi e nelle sedi meno servite dimostra perfettamente come il successo commerciale e l’impatto sociale misurabile possano procedere di pari passo”, afferma Riccardo Allegra, Managing Partner di IMPACT Partners Italia. Ad abbattere i costi di pasti buoni e sani è il contributo dell’azienda, nel modello di business di Foorban. “Il nostro servizio si paga, perché abbiamo dei costi molto più alti di una classica macchinetta – dice il CEO – Abbiamo una deperibilità dei prodotti più corta, abbiamo un menù che cambia tutte le settimane, abbiamo più scarto, abbiamo sviluppato una tecnologia con un’applicazione che ha dei costi, abbiamo un servizio clienti. In sostanza, più investe l’azienda meno costeranno i prodotti, quindi il pricing dei prodotti è in parte guidato da quello che spende l’azienda”.
Oggi Foorban è presente in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Roma. “Essendo anche un business di logistica, la capillarità è fondamentale per la ricerca della massima efficienza e dell’espansione – dice Mottolese – Comunque non facciamo una valutazione in termini di città ma di area che possiamo servire con un hub logistico. Oggi ne abbiamo tre: uno a Rho, dove abbiamo l’headquarter principale, uno a Bologna e uno a Roma che servono anche le aree geografiche limitrofe. Non è quindi una logica per città, ma per densità di aziende. Nel piano c’è sicuramente l’apertura di un quarto hub in Italia, ma ne valuteremo anche un quinto, con le aree più plausibili che sono la Toscana e il Veneto”. Sull’estero, “stiamo ancor facendo ragionamenti – dice il CEO con cautela – ma l’attenzione è sulla Spagna, e quindi a livello di aree parliamo ovviamente di Madrid, Barcellona e Valencia. Si tratta di un paese culturalmente molto vicino all’Italia, la gestione di quelle aree che potremmo aggredire assomiglia a quelle che abbiamo e poi c’è ancora bassa competizione. Altri paesi, ad esempio come la Francia, sono potenzialmente interessanti ma sono molto affollati di player con modelli come il nostro, quindi faremo valutazioni attente”.
L’estero è comunque ben nei piani del management, con Mottolese che a una domanda su cosa sarà Foorban tra dieci anni non ha dubbi: “Saremo uno dei leader nel settore degli smart fridge in Europa e l’ambizione è quella di portare questo prodotto ready-to-eat anche su altri canali e settori, come il mondo della scuola, dei viaggi e dello sport”.
(Foto: Marco Mottolese – Foorban, Giampietro Molaioni – Impact Partners, Riccardo Allegra – Impact Partners)
