(Teleborsa) – “Il muro di nuova offerta di GNL temuto dal mercato è reale, ma è concentrato verso la fine del decennio” e, soprattutto, “i bilanci del quarto trimestre 2026 appaiono tesi”, portando Barclays ad attendersi “pressione al rialzo sui prezzi del gas nell’Ue e a livello internazionale nei prossimi mesi”. È quanto emerge da un report di Barclays.
Per gli analisti, “i timori di un eccesso di offerta di GNL sono prematuri”: pur arrivando 445 milioni di tonnellate annue di nuova capacità, “l’offerta scende nel 2026 a causa del conflitto in Medio Oriente prima che l’ondata di capacità arrivi nel 2027-29″. Con la domanda asiatica ancora in crescita, il broker vede “un surplus significativo… solo nel 2029”, due anni dopo rispetto alle attese iniziali, ricordando che “molto può accadere tra oggi e il 2029”.
Sul fronte offerta a breve termine, Barclays segnala che le scorte di gas Ue in ingresso alla stagione di prelievo si trovano “circa il 17% sotto la media di fine agosto”, mantenendo l’offerta tesa anche in caso di un inverno più mite legato a El Niño. Cruciale, secondo il report, è “la questione della durata”, dato il potenziale di El Niño di aumentare la domanda globale di GNL nel 2027; in un momento in cui le interruzioni in Medio Oriente limitano l’offerta, il broker vede “il rischio orientato al rialzo sui prezzi del gas naturale internazionale (esclusi gli Usa) sia per il 2026 sia per il 2027″.
Di conseguenza, Barclays ha rivisto le stime: “alziamo le nostre assunzioni sui prezzi del gas internazionale del 23%/33% per il gas Ue e del 19%/30% per il GNL spot asiatico per il 2026/2027”. Questo si traduce in un aumento dell’EPS medio per il gruppo Integrated europeo di “circa il 6% per il 2026 e circa l’8% per il 2027”, con i titoli più sensibili “Harbour e Var tra gli E&P ed Equinor e Shell tra le large cap”. Con l’attesa che “anche i prezzi del petrolio salgano verso fine anno”, il broker vede “valore in tutto il comparto energetico”. Anche le utility sono destinate a beneficiarne: “prezzi del gas naturale più alti implicano anche prezzi dell’elettricità più alti in arrivo”. Tra i nomi Overweight con la maggiore esposizione all’aumento implicito dei prezzi dell’elettricità figurano “RWE, SSE, Engie e Solaria”.
Infine, sul fronte dell’offerta a lungo termine, il broker prevede che “verso la fine del decennio, le prospettive per i prezzi del gas indicano una normalizzazione con l’entrata in funzione di una capacità significativa”, con la capacità di liquefazione cumulata che sale “ripidamente dagli attuali 485 milioni di tonnellate annue a circa 775 milioni entro il 2030”.
