(Teleborsa) – Si accende la guerra commerciale USA-Canada con l’entrata in vigore odierna dei dazi di ritorsione dal 15% al 50% che colpiscono centinaia di prodotti provenienti dagli Stati Uniti per un valore complessivo di circa 20 miliardi di dollari. Un importo che, secondo Ottawa, corrisponde “dollaro per dollaro” al valore dei prodotti canadesi colpiti da dazi americani del 50% a partire dal 22 agosto.
Il governo Carney ha raddoppiato al 50% la tariffa su molti prodotti siderurgici made in USA e applicato imposte su una serie di beni di consumo, tra cui motociclette, cosmetici e formaggi.
Secondo le previsioni, il provvedimento colpirà soprattutto gli esportatori statunitensi in aree come il Michigan e l’Ohio, che intrattengono numerosi rapporti commerciali con il Canada.
Per settimane i negoziatori di Washington e Ottawa hanno tentato di raggiungere un accordo per allentare le tensioni commerciali e sembravano aver trovato un’intesa sui termini generali. Il 18 agosto Trump aveva persino annunciato un accordo preliminare, concedendo tre giorni per definire i dettagli per poi esserci però un nulla di fatto.
Il fallimento di quei negoziati ha dato il via a due settimane di rinnovate tensioni con ciascuna parte ha accusato l’altra di aver fatto naufragare l’accordo.
Nei giorni scorsi, il Premier canadese Carney era apparso fiducioso nella possibilità di recuperare un accordo mentre la controparte statunitense si era dimostra meno disposta a trattare. Le minacce sono infatti continuate anche durante il fine settimana con il Segretario del Tesoro Scott Bessent, intervenuto su Fox News, che ha paragonato il Canada a un “cagnolino che abbaia” a uno molto più grande.
Domenica, Trump ha poi lanciato un’altra velata minaccia, affermando in un post su Truth Social: “Lo squilibrio del dollaro canadese rispetto a quello statunitense è inaccettabile. È così da anni, ma non più!”, con la Casa Bianca che si è tuttavia rifiutata di chiarire cosa intendesse.
