(Teleborsa) – Resta alta la tensione sull’ex Ilva, dopo che i sindacati sono scesi in piazza contro quella che viene definita una “ecatombe” di licenziamenti e mentre il governo ragiona su varie ipotesi, con l’ingresso diretto dello Stato nella compagine azionaria che deve rappresentare l’ultima chance. Si valuta anche un decreto per la protezione dei lavoratori dell’indotto, posto che si parla di 2.500 licenziamenti presso lo stabilimento tarantino e di 15.000 lavoratori se si aggiunge l’indotto.
E’ stato riconvocato per questa mattina, alle ore 10, un nuovo tavolo co sindacati a Palazzo Chigi. La convocazione, con uno slittamento di un giorno rispetto a quanto pattuito fra le parti nell’ultimo incontro, anche in segno di rispetto nel giorno dei funerali di Stato di Emma Bonino, è arrivata in seguito allo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati lunedì scorso, 14 settembre. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno chiesto garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale.
L’incontro, a quando si apprende è presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Per l’esecutivo sono presenti il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in video collegamento, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra. Per le organizzazioni sindacali sono presenti Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager. Sono presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.
Frattanto, il governo sarebbe al lavoro per mettere a punto un decreto che dia garanzie ai lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva e starebbe ragionando su strumenti straordinari, quali la cassa integrazione o misure di accompagnamento, per garantire un futuro alle migliaia di famiglie che rischiano di trovarsi senza sostentamento dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha confermato lo stop dell’area a caldo. La proposta di Palazzo Chigi potrebbe essere oggi esposta e discussa con i sindacati e trovare spazio in un CdM convocato per il pomeriggio di oggi.
