(Teleborsa) – Bitcoin è salito sopra gli 85.000 dollari, arrivando a trattare a 85.300 dollari (+5,07%), il livello più alto da fine gennaio, proseguendo il forte rally degli ultimi giorni.
Secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo, il movimento odierno rappresenta soprattutto “un consolidamento dei forti guadagni di venerdì” (oltre il 6%), sostenuto da tre fattori: il via libera della SEC al trading on-chain di azioni USA tokenizzate, “sviluppo strutturalmente positivo per l’ecosistema crypto”; il ritorno dei flussi sugli ETF spot, con 593 milioni di dollari di inflow tra giovedì e venerdì; e il miglioramento del risk sentiment generale, alimentato dai segnali positivi nei colloqui Usa-Cina in vista del summit Trump-Xi.
Più cauto il commento di Javier Molina, market analyst di eToro: “Il rally di questa mattina ha bisogno di essere contestualizzato. Nell’ultima ora, sono state liquidate posizioni in BTC per circa 218 milioni di dollari, con oltre 212 milioni provenienti da posizioni short”, per un totale di circa 275 milioni di dollari liquidati nelle 24 ore. “Questo ci indica che una parte significativa del movimento è stata trainata da uno short squeeze. Gli acquisti forzati derivanti dalla copertura delle posizioni short, tuttavia, non equivalgono all’ingresso nel mercato di una nuova domanda sostenuta”.
Positivo il segnale di ampiezza del mercato, con le principali altcoin che seguono il movimento di bitcoin anziché divergere. “Il segnale è costruttivo, non euforico”, conclude l’analista. “Ora dobbiamo vedere se la domanda spot prenderà il posto dello short squeeze, sia su bitcoin sia sul più ampio mercato delle altcoin”.
