(Teleborsa) – Secondo i verbali della riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre, pubblicati mercoledì, i membri votanti del FOMC hanno sostenuto all’unanimità la decisione di alzare di un quarto di punto percentuale l’intervallo obiettivo del tasso di riferimento, portandolo al 3,75%-4%; il primo rialzo dal luglio 2023. La decisione è giunta in un contesto di segnali di accelerazione dell’economia nel suo complesso.
Inoltre, “la maggior parte dei partecipanti ha ritenuto che un ulteriore aumento dell’intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali sarebbe probabilmente opportuno entro la fine dell’anno“, si legge nei verbali, allo scopo di contrastare un’inflazione che si mantiene al di sopra dell’obiettivo da oltre cinque anni.
Il resoconto della riunione non ha fornito indicazioni precise su quando i responsabili della politica monetaria intendessero aumentare i tassi di riferimento; ha solo segnalato che la persistenza di prezzi elevati e la stabilità del mercato del lavoro avrebbero probabilmente portato a un secondo rialzo nel corso dell’anno. Le prossime decisioni della Fed sui tassi sono previste per il 28 ottobre e il 9 dicembre.
É emersa anche una nota di cautela. “I partecipanti hanno tuttavia sottolineato di affrontare ogni riunione con apertura mentale e che le decisioni future dipenderanno dalle informazioni in arrivo e dalle loro implicazioni per le prospettive economiche e per l’equilibrio dei rischi”, si legge nei verbali.
Mercoledì, sulla base dei contratti futures sui federal funds, gli investitori scontavano una probabilità di circa il 20% di un ulteriore rialzo di un quarto di punto in occasione della riunione della Fed del 27-28 ottobre; tale percentuale è in calo rispetto al circa 70% registrato nei giorni successivi alla decisione di settembre.
I rendimenti dei titoli del Tesoro a due anni – considerati i più sensibili alla politica monetaria della Fed – sono scesi di oltre 10 punti base nell’ultima settimana, attestandosi vicino al 4,8%.
