(Teleborsa) – Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, a nome del gruppo di Paesi che include Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo, San Marino e Timor Est, ha presentato la posizione al 114° Comitato per lo sviluppo del Fmi e della Banca mondiale, a Bangkok. “Tensioni geopolitiche, conflitti e frammentazione economica stanno sempre più definendo l’economia globale”, ha scritto. “Nuove interruzioni su energia, fertilizzanti e logistica hanno alimentato l’inflazione, indebolito la fiducia e frenato i consumi nel 2026. Gli effetti ricadono in modo sproporzionato sulle economie emergenti e in via di sviluppo, i cui limitati margini fiscali e finanziari e fonti energetiche meno diversificate le rendono le meno capaci di assorbire gli shock”. Così, “i progressi nello sviluppo si sono fermati in diversi Paesi, mettendo a rischio i risultati conquistati con fatica”.
Intelligenza artificiale e nucleare
Per Panetta l’intelligenza artificiale “potrebbe essere un potente strumento” per la missione della Banca: il World Development Report 2026 mostra che una diffusione ampia “potrebbe aumentare la crescita potenziale dei Paesi emergenti di 0,8 punti percentuali l’anno”. Sul clima, il gruppo vede “del merito nella decisione di tornare selettivamente al nucleare, in stretta cooperazione con l’Aiea e secondo i più alti standard di sicurezza”: nel lungo periodo “potrebbe fornire un’opzione di carico di base a basse emissioni a complemento di un mix energetico diversificato”.
Capitale privato
Il gruppo sostiene l’obiettivo di “creare una classe di attività investibile basata su standard comuni per preparazione dei progetti, trasparenza e rischio di credito”, un approccio che “potrebbe ridefinire il ruolo della Banca nel sistema finanziario globale”. Ma “la mobilitazione del capitale privato non è sempre fattibile e può introdurre ulteriori rischi di finanziamento e attuazione“: la Banca deve quindi “mantenere la flessibilità di adattare gli strumenti”, tutelando “addizionalità e impatto” e la capacità di prestito anticiclico, “specialmente verso i Paesi a basso reddito e fragili”. Per la revisione delle quote del 2030, i Principi di Lima “dovrebbero restare l’àncora”.
Piano Mattei e Ucraina
“Con il Piano Mattei l’Italia ha rafforzato il partenariato con i Paesi africani cofinanziando progetti che ampliano l’accesso all’energia e la sicurezza idrica“, ha ricordato Panetta, chiedendo anche di ampliare l’ufficio romano della Banca. E ha concluso: “Ribadiamo il nostro fermo sostegno agli sforzi complessivi della Banca mondiale in Ucraina“.
