(Teleborsa) – Il premier britannico Andy Burnham vorrebbe rivedere il Paese nell’Unione europea, ma senza forzare i tempi. Nell’intervista a Good Morning Britain su Itv, Burnham ha detto: “Lo dico con onestà: nel corso della mia vita mi piacerebbe vedere che succeda, ma non intendo andare più veloce dell’opinione pubblica. Non voglio imporre le mie opinioni: dobbiamo far sì che i cittadini britannici siano i padroni”.
Il bilancio sulla Brexit
A dieci anni dal referendum il giudizio è severo: “Non credo sia andata come si diceva allora. Abbiamo avuto una Brexit più dura di quella proposta durante la campagna referendaria“. Per Burnham ha “indebolito la nostra economia” e anche “il nostro controllo dell’immigrazione“, cosa che “potrebbe sorprendere, perché era il grande tema”: il fenomeno delle piccole imbarcazioni “è cresciuto da allora” e oggi “abbiamo una forma diversa di immigrazione”.
L’accordo attuale e le linee rosse
Sull’intesa in vigore con Bruxelles il premier è netto: “Non dirò, al momento, che l’accordo che abbiamo sia abbastanza buono per la Gran Bretagna. Non credo lo sia.” Allo stesso tempo non vuole rompere gli equilibri nel Labour e non si allontana “dalle linee rosse del manifesto laburista“: “Non propongo di rientrare nell’Ue in questa legislatura. Siamo molto, molto lontani da questo punto. Quello che dico è che dobbiamo adottare alcune misure pratiche per far funzionare meglio l’accordo”.
Verso il vertice di novembre
Il confronto con Bruxelles entrerà nel vivo a breve: Burnham parteciperà al vertice Ue-Regno Unito del 20 novembre e, prima, presenterà una serie di opzioni per il futuro rapporto con Bruxelles. Nei giorni scorsi aveva indicato come obiettivi del vertice nuove intese su cibo e bevande, energia e immigrazione, che potrebbero valere circa 10 miliardi di sterline l’anno entro il 2040.
