(Teleborsa) – Il sistema finanziario “non può decidere la traiettoria della transizione, ma può influenzarla“. Lo ha detto il Direttore generale della Banca d’Italia, Paolo Angelini, intervenendo a Roma alla presentazione del Rapporto ASviS 2026.
Angelini ha osservato che la stagione in cui la finanza era vista come leva principale della transizione “appare superata”: banche e investitori restano guidati dal rendimento corretto per il rischio, e liberarsi delle esposizioni verso settori inquinanti ma essenziali, come acciaio e cemento, “può essere una strategia miope”. Meglio, secondo il DG, accompagnare queste imprese nel miglioramento della loro performance ambientale.
Angelini ha espresso critiche al pacchetto Omnibus approvato a febbraio, che “ha segnato un passo indietro” sulla rendicontazione di sostenibilità: le imprese italiane soggette agli obblighi CSRD scenderebbero da circa 8.000 a circa 1.000. Per Angelini “serve dunque migliorare il patrimonio informativo a disposizione dei finanziatori, e far sì che le scelte regolamentari e di politica economica siano il più possibile chiare e stabili”.
Sui mutui verdi, la cui quota è raddoppiata tra il 2022 e il 2024 fino al 12% delle nuove erogazioni, Bankitalia ha proposto una definizione semplificata di prestito “verde”. La sua adozione potrebbe dimostrare la minore rischiosità di questi prestiti e giustificare minori requisiti di capitale: “Ne potrebbe scaturire un circolo virtuoso”. Il tema sarà portato sui tavoli europei. Quanto alle PMI, “occorre un rinnovato sforzo da parte del sistema bancario”.
Sul caro energia, Angelini ha difeso misure temporanee e mirate, avvertendo che interventi generalizzati e prolungati “assorbirebbero ingenti risorse pubbliche, attenuerebbero i segnali di prezzo e non ridurrebbero la dipendenza dall’estero”. Tra le proposte, anche lo spostamento sulla fiscalità generale degli oneri impropri della bolletta elettrica.
