(Teleborsa) – Banca Monte dei Paschi di Siena ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1.657 milioni di euro, in crescita del 21,2% rispetto ai 1.366 milioni dello stesso periodo del 2025. Il confronto è con dati rideterminati che includono Mediobanca anche per il periodo precedente all’acquisizione. Nel terzo trimestre l’utile è stato di 543 milioni, in aumento del 14,6% anno su anno e in calo rispetto ai 606 milioni del secondo trimestre.
I ricavi complessivi sono saliti del 5,6% a 6.023 milioni. Il margine di interesse è cresciuto del 3% a 3.205 milioni. Nel terzo trimestre il margine è stato di 1.108 milioni, in aumento del 4,4% sul trimestre precedente grazie a maggiori volumi medi di impiego e al miglioramento della forbice commerciale. Le commissioni nette sono salite del 3,5% a 1.882 milioni. Nel trimestre sono scese a 593 milioni da 670: la banca lo attribuisce alla stagionalità e al confronto con un secondo trimestre che aveva beneficiato della chiusura di alcune grandi operazioni CIB. Dividendi e utili delle partecipazioni sono cresciuti del 15,8% a 529 milioni, soprattutto per il maggiore contributo di Generali.
Gli oneri operativi sono rimasti stabili a 2.562 milioni e il cost/income è sceso al 43% (-2 punti percentuali). Il risultato operativo lordo è salito del 10,2% a 3.461 milioni. Nel terzo trimestre è stato di 1.161 milioni: +14,8% anno su anno, -3,1% sul trimestre precedente. Il costo del credito è stato di 428 milioni, pari a 38 punti base (36 nel terzo trimestre), in linea con la guidance.
Sul fronte commerciale, gli impieghi performing lordi sono saliti a 133,2 miliardi: +1,4% sul trimestre precedente e +6,8% anno su anno. Nei nove mesi la banca ha erogato 5,3 miliardi di mutui ipotecari alle famiglie e 8,1 miliardi di credito al consumo. La raccolta commerciale totale è di circa 300 miliardi, con 18 miliardi di flussi lordi di wealth management nei nove mesi.
La qualità del credito resta stabile: crediti deteriorati lordi a 3,7 miliardi; NPE ratio lordo al 2,4% e netto all’1,2%; copertura dei deteriorati al 51%. Il CET1 ratio fully loaded è salito al 16,4% (16,3% a giugno) e il Total Capital ratio al 18,8%. I coefficienti non includono gli utili del periodo, perché è previsto un payout fino al 100%. Il buffer è di 680 punti base sopra il nuovo requisito CET1 del 9,57% fissato dalla BCE con lo SREP, valido dal 1° gennaio 2027.
Infine, sull’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni MPS, la banca sta proseguendo l’analisi. Il CdA renderà nota la propria valutazione ai sensi dell’art. 103 del TUF. In base alla tempistica comunicata da Intesa Sanpaolo, questa attività dovrebbe concludersi entro novembre.
