(Teleborsa) – Le Borse europee scambiano in rosso, dopo i tonfi visti a Wall Street (peggior giornata di borsa dall’aprile 2025) e in Asia (Tokyo ha chiuso a -5,96%), trainati dall’ondata di vendite sui produttori di chip per l’intelligenza artificiale. Stanno pesando i timori che un successo elettorale dei Democratici possa frenare lo sviluppo dei data center, dopo che la fiducia nel settore era già stata minata dalle crescenti preoccupazioni per la capacità degli investimenti nell’AI di generare rendimenti adeguati.
“La narrazione del mercato è cambiata rapidamente – commenta Erik Kuipers, Investment Specialist di ING – Inizialmente, il dibattito si concentrava principalmente su quanti centinaia di miliardi di dollari le aziende potessero continuare a investire nell’AI. Gli investitori ora si chiedono se tutti quegli investimenti potranno procedere come previsto. L’accesso a energia sufficiente era già un collo di bottiglia. L’incertezza crescente riguardo ai permessi è stata aggiunta alla lista delle preoccupazioni”.
I rischi sono reali. Di fatto, il governatore del Texas Hinojosa ha già chiesto una moratoria immediata sullo sviluppo di data center; inoltre, circa il 40% della capacità dei data center in fase di pianificazione negli Stati Uniti si trova in stati in cui i governatori appena eletti avevano promesso di bloccare o sospendere i lavori di costruzione.
Sul fronte geopolitico, l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha parlato al telefono con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per discutere degli sforzi di mediazione di Doha volti a raggiungere un accordo complessivo per porre fine alla crisi nella regione. L’Iran ha presentato una proposta sul nucleare a Washington tramite il Qatar, ha riferito ieri a Reuters un alto funzionario iraniano, precisando che gli Stati Uniti la stanno esaminando, ma che le discussioni dipenderanno dal fatto che Washington soddisfi prima le sette richieste di Teheran.
Sul fronte macroeconomico, la produzione industriale tedesca è aumentata a settembre dello 0,7% rispetto al mese precedente (vs attese per un dato invariato); il volume del commercio al dettaglio dell’Eurozona è diminuito dello 0,7% su base mensile (vs attese per -0,1%) e aumentato dello 0,4% su base annua (vs attese per +0,6%).
Tra chi ha rilasciato i conti, IAG ha registrato nel terzo trimestre un utile operativo prima delle componenti eccezionali in calo del 16% annuo a 1,73 miliardi di euro, segnalando che la domanda resta robusta (85% dei ricavi attesi per il quarto trimestre già prenotato). MPS ha chiuso primi nove mesi un utile netto di pertinenza della capogruppo di 1.657 milioni di euro, in crescita del 21,2%, sostenuto dalla diversificazione del modello di business e dalla positiva dinamica operativa.
Con poche pubblicazioni di risultati societari di rilievo in programma, l’attenzione degli investitori oggi si sposterà sul rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti. A seguito dei dati sulla produttività sorprendentemente positivi, questi dati hanno assunto un’importanza ancora maggiore. Un mercato del lavoro forte confermerebbe che l’economia statunitense rimane in buona salute, ma aumenterebbe anche il rischio che la Fed debba aumentare ulteriormente i tassi di interesse per tenere sotto controllo l’inflazione.
L’Euro / dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,42%. Prevale la cautela sull’oro, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,50%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) in calo (-0,72%) si attesta su 89,87 dollari per barile. Invariato lo spread, che si posiziona a +109 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si attesta al 4,31%.
Tra le principali Borse europee vendite a piene mani su Francoforte, che soffre un decremento dell’1,81%, pessima performance per Londra, che registra un ribasso dell’1,76%, e preda dei venditori Parigi, con un decremento dell’1,43%.
Segno meno per il listino milanese, in una sessione caratterizzata da ampie vendite, con il FTSE MIB che accusa una discesa dello 0,95%; sulla stessa linea, si muove in retromarcia il FTSE Italia All-Share, che scivola a 52.685 punti. Sui livelli della vigilia il FTSE Italia Mid Cap (+0,2%); come pure, consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (-0,07%).
Tra i best performers di Milano, in evidenza STMicroelectronics (+2,02%), Technoprobe (+1,46%), Amplifon (+1,28%) e Prysmian (+1,10%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Nexi, che continua la seduta con -3,73%. Si concentrano le vendite su Saipem, che soffre un calo del 3,05%. Vendite su Leonardo, che registra un ribasso del 2,67%. Seduta negativa per Banco BPM, che mostra una perdita del 2,48%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, BFF Bank (+3,87%), Cementir (+3,64%), D’Amico (+3,24%) e Intercos (+3,09%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Ascopiave, che prosegue le contrattazioni a -6,18%. Sessione nera per Zignago Vetro, che lascia sul tappeto una perdita del 5,14%. Sotto pressione Ferragamo, che accusa un calo del 2,09%. Scivola Sesa, con un netto svantaggio dell’1,91%.
