(Teleborsa) – Milano chiude debole, in scia alle altre Borse di Eurolandia. Tonico invece l’S&P-500, che sulla piazza statunitense segna un aumento dello 0,90%.
Si rafforza l’aspettativa di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve già nella riunione di dicembre alla luce dei dati sul mercato del lavoro statunitense, risultati superiori alle attese. I mercati stimano una probabilità di quasi l’80% per un nuovo ritocco al costo del denaro il mese prossimo.
Il tutto in un clima già gravato dai timori che la netta vittoria dei Democratici alle mid-term possa frenare lo sviluppo dei data center, dopo che la fiducia nel settore era già stata minata dalle crescenti preoccupazioni per la capacità degli investimenti nell’AI di generare rendimenti adeguati.
I dati macro
A ottobre, i nuovi occupati nei settori non agricoli sono aumentati di 165.000 unità, ben oltre le 65.000 previste dagli analisti, mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,1%, contro il 4,2% atteso.
Parallelamente, è attesa in miglioramento la fiducia dei consumatori americani a novembre. Secondo i dati preliminari dell’Università del Michigan, il sentiment dei consumatori è stimato in aumento a 51 punti rispetto ai 48 punti del mese di ottobre e ai 48,1 attesi dagli analisti.
A livello continentale, sono diminuite oltre le attese le vendite al dettaglio dell’Eurozona a settembre. Secondo l’Eurostat, su base mensile, le vendite registrano un calo dello 0,7% contro il -0,1% stimato dal consensus e rispetto al +0,4% del mese precedente. Le vendite su base annuale sono cresciute dello 0,4% al di sotto del consensus (+0,6%), contro il +1,3% registrato nel mese precedente.
Forex, materie prime e tassi
Lieve calo dell’euro / dollaro USA, che scende a quota 1,115. Scambia in retromarcia l’oro, che scivola a 4.060,1 dollari l’oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua la seduta poco sotto la parità con una variazione negativa dello 0,22%.
Invariato lo spread, che si posiziona a +107 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si attesta al 4,33%.
Gli indici
Tra i mercati del Vecchio Continente crolla Francoforte, con una flessione dell’1,92%, si concentrano le vendite su Londra, che soffre un calo dell’1,01%, e vendite su Parigi, che registra un ribasso dello 0,81%.
Sessione negativa per Piazza Affari, con il FTSE MIB che lascia sul parterre lo 0,90%; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share ha perso lo 0,80%, terminando la seduta a 52.707 punti.
Guadagni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,35%); senza direzione il FTSE Italia Star (-0,02%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, sostenuta Tenaris, con un discreto guadagno del 3,26%.
Buoni spunti su Buzzi, che mostra un ampio vantaggio dell’1,75%.
Ben impostata Amplifon, che mostra un incremento dell’1,70%.
Guadagno moderato per STMicroelectronics, che avanza dell’1,46%.
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Nexi, che ha terminato le contrattazioni a -3,64%.
Seduta negativa per Banco BPM, che mostra una perdita del 3,17%.
Sotto pressione BPER Banca, che accusa un calo del 2,70%.
Scivola Leonardo, con un netto svantaggio del 2,60%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Intercos (+7,11%), Piaggio (+6,75%), NewPrinces (+5,78%) e Cementir (+4,97%).
I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Zignago Vetro, che ha archiviato la seduta a -7,64%.
Vendite a piene mani su Ascopiave, che soffre un decremento del 3,84%.
In rosso WIIT, che evidenzia un deciso ribasso del 3,77%.
Spicca la prestazione negativa di Credem, che scende del 2,73%.
