(Teleborsa) – MasterBANK, piattaforma di analisi finanziaria firmata da Massimo Bolla e sviluppata da Win the Bank, punta a comprimere da una settimana a un’ora il tempo necessario al commercialista per restituire all’imprenditore la fotografia della propria situazione aziendale, automatizzando l’importazione del bilancio depositato in formato XBRL e le riclassificazioni.
Il nodo, prima ancora che di percezione, è di tempo: un’analisi finanziaria condotta con i metodi tradizionali porta via a uno studio commercialista quattro o cinque giorni di lavoro, conto che sale a una settimana abbondante se si include la costruzione di un business plan. Un impegno che il cliente, quasi mai, riconosce in fattura, e che mette il professionista davanti a un calcolo che torna poco. Si tratta di una platea ampia – in Italia operano circa 122.000 commercialisti, secondo Athemyia – chiamata a sostenere un tessuto produttivo composto per il 97% da piccole e medie imprese.
I numeri del settore indicano una direzione precisa. Molti studi stanno innestando soluzioni di business intelligence, tagliando fino al 50% il tempo medio di elaborazione e restituzione dei dati rispetto al passato. Le PMI che si affidano a commercialisti digitalizzati chiudono i bilanci con tempi più bassi del 30-40% rispetto a chi resta sul manuale, mentre la fetta di lavoro dedicata alla consulenza strategica cresce del 15-20% l’anno.
Nel dettaglio, il processo prende avvio da uno standard: il bilancio in formato XBRL – lo stesso che le imprese depositano in Camera di Commercio – viene importato e decodificato in automatico, diventando la base agganciata a ogni funzione successiva. «È un processo molto semplice: si carica il bilancio XBRL, viene decodificato standard e me lo leggo, tutto questo in tempi minimi – ha dichiarato Massimo Bolla, CEO di Win the Bank –. Prima bisognava riclassificare tutto a mano», con un flusso vecchio stile che si mangiava “una settimana solo per partire”.
In particolare, lo scoglio principale è rappresentato dai bilanci abbreviati e semplificati, diffusissimi tra le PMI, che spesso non portano con sé lo stato patrimoniale completo. Qui la soluzione lavora su una manciata di voci. “Un commercialista sa bene quali sono i numeri esatti da inserire perché conosce quanti sono i crediti, le rimanenze, i debiti, le immobilizzazioni dell’azienda”, ha spiegato Bolla. Una volta ricostruito lo stato patrimoniale, il bilancio si lascia interrogare da tutte le funzioni della piattaforma, dalle riclassificazioni alle simulazioni di scenario.
È su questo terreno che si misura il salto. “Il tutto si può ridurre da una settimana a un’ora”, ha rivendicato Bolla, precisando che il riferimento non è alla chiusura dell’intero lavoro, bensì alla possibilità di mostrare all’imprenditore la fotografia della sua situazione e indicare le soluzioni. Il commercialista può così sedersi accanto all’imprenditore, evidenziare i punti di forza, mostrare i rischi, simulare scenari e spiegare cosa accadrebbe in caso di aumento del fatturato, variazione dei margini, nuovi investimenti o richieste di finanziamento. Una compressione che sposta il peso dall’esecuzione tecnica alla relazione consulenziale.
La piattaforma integra 82 applicazioni settoriali – dalle agenzie di viaggio alla gastronomia, dalla panetteria alla gelateria – più 14 tipologie di analisi rapide, da pescare a seconda della domanda dell’imprenditore. L’interfaccia abbandona la logica del menù gestionale e parte dal problema concreto del cliente, con simulatori di cassa, semafori che misurano la sostenibilità finanziaria e business game pensati per spiegare il margine operativo lordo a chi non ha mai aperto un manuale di contabilità.
Sul rapporto con l’intelligenza artificiale, Bolla traccia un confine netto: l’AI entra in scena solo alla fine, come consulto, mentre i calcoli restano matematici e tracciabili. “Non vado a sostituire la rigorosità del lavoro contabile e gestionale del commercialista, non può essere sostituito dall’intelligenza artificiale che soffre ancora di molte allucinazioni se non sai mettere i numeri esatti o correggerla quando sbaglia – ha precisato –. Bisogna conoscere realmente la finanza, perché se fa tutto l’AI non capisci dove ha sbagliato creando danni a volte irreversibili per l’imprenditore”.
La tesi di fondo riguarda il riposizionamento del professionista. “È una bussola che serve all’imprenditore, messa nelle mani di uno che ne conosce le dinamiche, cioè il commercialista”, ha concluso Bolla, indicando come obiettivo la trasformazione della prestazione contabile in consulenza di crescita: “Quando un imprenditore riesce finalmente a vedere la consulenza, smette di considerare il commercialista un costo e inizia a considerarlo una guida”.
