(Teleborsa) – Il Consiglio dei Ministri ha approvato, come previsto, il decreto aiuti per il settore dell’autotrasporto e per altri settori più esposti alle oscillazioni del prezzo del gasolio, come l’agricoltura e la pesca. “Il governo ha firmato oggi l’accordo con le associazioni dell’autotrasporto. Non sono promesse, ma risorse che già stanno arrivando al comparto”, ha annunciato la Premier Giorgia Meloni in un videomessaggio, aggiungendo che gli aiuti “devono arrivare immediatamente” e che il MIT ha già iniziato a pagare.
Nel ringraziare le associazioni che hanno accettato l’accordo ed il confronto, Meloni ha parlato i un “atto di responsabilità”, ricordando anche che “in alcune zone, alcuni soggetti continuano a bloccare le strade, minacciando chi vuole lavorare”. “Questa non è protesta, è intimidazione e noi non la tolleriamo. – ha rimarcato la Premier – A pagare come sempre è la gente comune, il camionista che non riesce a portare a casa lo stipendio, l’impresa che non riesce a lavorare”.
“Per questo ho chiesto al Ministro Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dagli autotrasportatori ed assicurare la libera circolazione delle merci, evitando inevitabili speculazioni sui prezzi. – ha concluso – Useremo tutti gli strumenti che la legge di offre, comprese le norme del decreto sicurezza, che ha introdotto il reato di blocco stradale”.
Maggiori risorse per l’autotrasporto
Il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, in conferenza stampa, ha confermato lo stanziamento di 106 milioni eurro aggiuntivi sotto forma di credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, che vanno ad aggiungersi per circa 50 milioni alla cifra già stanziata per coprire il periodo da marzo ad agosto, portando il totale da 430 milioni a 480 milioni, ed ulteriori 50 milioni per coprire il mese di settembre. E’ prevista anche una estensione del termine per fare domanda fino al 31 marzo 2027, per consentire alle aziende che sono andate extra credito di fruire degli aiuti.
Annunciato anche un altro pacchetto di misure per il sostegno al settore, come la possibilità di spostare in avanti il pagamento dei canoni di leasing o l’adeguamento obbligatorio di alcune tipologie di contratto, meno tutelate al costo del carburante.
Aiuti anche per l’agricoltura e la pesca
Arrivano aiuti anche per l’agricoltura e la pesca. Il titolare del Masaf Francesco Lollobrigida ha parlato di ristori per 60 milioni alle imprese agricole. Un contributo a fondo perduto per compensare l’aumento del costo del carburante, che si tradurrà in uno sconto di 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri. Ricordando che in precedenza erano già stati stanziati 100 milioni a favore di 130 mila imprese agricole, il Ministro ha precisato che gli ulteriori 60 milioni consentono di estendere l’intervento a compensazione del maggior costo del carburante agricolo sino al 15 ottobre. Per le imprese della pesca sono stati previsti aiuti per circa 10 milioni, soddisfacendo tutte le aziende che ne hanno fatto richiesta.
A questo – ha spiegato – si aggiunge un intervento di carattere generale a favore delle regioni, per interventi sul gasolio o su altri elementi quali ad esempio i fertilizzanti. Alcune regioni – ha sottolineato Lollobrigida – sono intervenute in proprio, altre stanno aspettando i fondi europei.
La protesta prosegue: Tir scortati
Frattanto, prosegue la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, nonostante gli aiuti annunciati dal Governo. E mentre la sospensione della protesta in Calabria e Sicilia, decisa da Fedralog, sta riportando la situazione alla normalità, con il rifornimenti di generi alimentari a negozi e supermercati, la tensione si fa ancora sentire in alcune città del Sud Italia, come Napoli e Bari.
Contro i blocchi ancora esistenti, il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha chiesto una linea di maggior rigore, con identificazioni e denunce contro i responsabili dei blocchi e scorte per i camion che vogliono viaggiare. Non è stato ancora fugato il dubbio di “infiltrazioni mafiose” nell’ambito della protesta.
Situazione complessa anche in alcuni porti dell’Adriatico, delle Marche e dell’Abruzzo: molti pescherecci restano fermi per i costi insostenibili del carburante.
