(Teleborsa) – Frammentazione geopolitica e innovazione tecnologica sono le due principali sfide che le banche centrali devono oggi affrontare, assicurando resilienza e capacità di adattamento ai cambiamenti in atto. E’ quanto sottolineato dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, in un intervento alla conferenza organizzata dalla Banca nazionale dell”Ucraina su “Central Banks Response to Future Challenges: Resilience, Credibility, and Innovation”.
Trent’anni di Grivna fra resilienza e riforme
Panetta ha ripercorso i trent’anni della Grevna (hryvnia), la moneta ucraina introdotta nel 1996, e l’ampio percorso di riforma della banca centrale, che rispose alla crisi del 2014-2015 con l’inflation targeting, una maggiore flessibilità del cambio e una vigilanza bancaria incentrata sul rischio. Riforme che – ha osservato il Governatore – hanno dimostrato il loro valore dopo l’invasione russa nel febbraio 2022, quando l’inflazione era salita oltre il 26% ed il tasso di riferimento fu portato al 25%, garantendo “stabilità macroeconomica e finanziaria” nonostante la guerra prolungata. Nel frattempo, – ha ricordato – prosegue il processo di allineamento normativo e regolamentare del sistema bancario ucraino agli standard dell’Unione Europea.
L’Intelligenza artificiale e gli effetti sulla produttività
In una fase in cui il tema dell’Intelligenza artificiale è al centro del dibattito, Panetta ha riservato a questo tema ampio spazio, sottolineando che la sua diffusione ha superato per rapidità quella dei personal computer e di internet. Nel breve periodo – ha spiegato – gli investimenti in IA sostengono la domanda e stanno generando pressioni sui fattori propduttivi ((energia, capacità di calcolo e lavoro altamente specializzato), esercitando pressioni sui prezzi. Nel lungo periodo, tuttavia, dovrebbe prevalere l’effetto positivo sulla produttività: secondo le ricerche della Banca d’Italia, un’adozione diffusa in Italia potrebbe accrescere la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale l’anno.
Panetta mette in guardia dai rischi dell’IA
Panetta ha però avvertito che l’impatto complessivo dell’IA sul lavoro resta incerto e dipenderà dal bilanciamento tra automazione dei ruoli esistenti e creazione di nuove professioni. La prevalenza dell’automazione o della creazione di nuove mansioni avrà infatti conseguenze diverse su consumi, risparmio e inflazione. Incerti anche gli effetti sul tasso naturale di interesse e sui divari tra economie, con gli Stati Uniti attualmente più avanti dell’Europa nello sviluppo e nell’adozione.
Di qui la necessaria prudenza delle banche centrali, che secondo Panetta devono mantenersi “pragmatiche e guidate dai dati”. Panetta ha evidenziato infine i rischi correlati alle nuove tecnologie per la vigilanza, la cybersicurezza e i sistemi di pagamento, sostenendo l’adattamento – non l’abbandono – del sistema monetario a due livelli, con la moneta di banca centrale come àncora.
