(Teleborsa) – L’Europa si divide sul concetto di Made in Europe, che definisce i contorni di ciò che verrà considerato come produzione europea e ciò che non lo sarà, rilevante ai fini del potenziamento della competitività e della tutela di produzioni ritenute strategiche coime le automobili, l’acciaio e le tecnologie verdi e le produzioni nel campo della difesa e dell’innovazione. Il conetto di Made in Europe sarà determinante ai fini dell’Industrial Accelerator Act che si propone rilanciare l’industria europea e favorire la decarbonizzazione di settori strategici.
In occasione del Consiglio di competitività, è andato in scena un confronto acceso, se non addirittura un braccio di ferro, fra Parigi e Berlino, che hanno adottato posizioni opposte: la Francia più protezionistica ha proposto di limitare il concetto ai soli Ventisette Stati membri dell’Unione, mentre la Germania ed il Belgio più inclusivi che si sono detti favorevoli ad estendere lo status a Paesi terzi selezionati come il Regno Unito e la Norvegia.
“Il denaro pubblico europeo dovrebbe sostenere i lavoratori e le fabbriche europee”, ha affermato il ministro francese Sebastien Martin, opponendosi alla posizione più ampia del ministro tedesco Katherina Reiche, che proneva di “fare affidamento su partner fidati come Norvegia, Svizzera e Canada”. Una posizione sostenuta anche dal ministro belga David Clarinval, che non vuole una “lista chiusa”, ma “una aperta che includa tutti i Paesi che rispettano le regole” come Regno Unito, Svizzera, Canada e Corea del Sud.
Una posizione di mezzo quella dell’Italia, dove il Ministro Adolfo Urso ha sostenuto una accezione più pragmatica, che partirebbe dalla base dei Ventisette, per poi gradualmente allargare l’orizzonte a taluni partner selezionati dell’UE, come appunto il Regno Unito, ma anche la Norvegia, il Canada, che è stato recentemente ammesso come “membro associato” dell’UE ed in seguito anche il Giappone.
Anche la Spagna ha puntato sul “compromesso”, avanzando una proposta basata su tre livelli geografici: un nucleo formato dai Ventisette, un secondo gruppo che comprende lo Spazio economico europeo formato da Paesi “affidabili” con cui c’è un accordo di reciprocità ed un terzo gruppo che include tutti i Paesi con cui l’UE ha siglato accordi commerciali e trattati.
