(Teleborsa) – Il Fondo Monetario Internazionale sta valutando quali economie potrebbero aver bisogno di nuovi finanziamenti qualora la crisi iraniana si protraesse ancora. Lo rivela Bloomberg citando fonti anonime e spiegando che la valutazione si concentra sulle nazioni con programmi di finanziamento attivi e su altre economie a rischio.
L’FMI ha attualmente programmi attivi con 50 paesi e, secondo quanto riferito dal Direttore Generale Kristalina Georgieva in una intervista, è pronto ad ampliare gli accordi esistenti o a crearne di nuovi, se necessario.
Il Fondo ha espresso particolare preoccupazione per i Paesi importatori di petrolio, alcune economie del Pacifico che si trovano in fondo alla catena di approvvigionamento e Paesi a basso reddito con elevati livelli di debito. Il credito in essere del FMI attualmente ammonta a circa 166 miliardi di dollari, con una capacità di prestito di circa 1.000 miliardi di dollari.
Il Fondo sta anche aggiornando le prospettive di crescita globale per quest’anno, in vista della pubblicazione del World Economic Outlook nel mese di aprile. Prima dello scoppio della guerra in Iran, l’FMI aveva leggermente rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale per il 2026, portandole al 3,3% rispetto al 3,1% previsto a ottobre.
(Foto: © ruskpp/123RF)
