(Teleborsa) – Il vertice di ieri a Palazzo Chigi sulla sicurezza energetica è servito a “fare il punto della situazione”. Un “punto mobile” di quanto sta accadendo in Medioriente lo ha definito il Ministro dell’Energia Gilberto Pichetto Frattin, in una intervista a TgCom24 a margine di KEY Energy a Rimini.
Il Ministro ha spiegato che si è fatta una “valutazione sulla sicurezza energetica”, cioè sulla quantità disponibile di gas e di petrolio, “per avere la garanzia che c’è una quantità sufficiente” e poi naturalmente “sui risvolti dei prezzi”.
Per quanto riguarda la sicurezza – ha spiegato – “siamo un Paese nelle condizioni di essere abbastanza al sicuro quantitativamente. Il Paese che ha lo stoccaggio più alto di Europa e fonti diversificate di approvvigionamento”. Per il gas “non c’è quindi una situazione di estrema gravità sui quantitativi di risorsa”.
“C’è poi il fronte prezzi che è governato da un sistema molto particolare, che non dipende dalla quantità di gas disponibile, ma dal prezzo che si viene a formare sui mercati”. Pichetto ha spiegato poi che c’è un’influenza indiretta della guerra nel Golfo, per effetto della chiusura dello stretto di Hormuz dove transita circa il 20% del gas esportato dal Qatar, poiché altri Paesi europei che dipendono da quelle forniture – non l’Italia – si trovano costretti a rifornirsi altrove, facendo lievitare le quotazioni. “E’ un problema di domanda e offerta che si riversa sulla Borsa del TTF in Olanda dove si crea un prezzo che vale per tutti”, ha sottolineato.
Il Ministro ha spiegato anche il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica dal gas, spiegando che è da attribuire ad un “criterio stabilito qualche decennio fa che si basa sul prezzo del peggior impianto, nel peggior quarto d’ora del giorno prima, che in un Paese come l’Italia dove il 40% lo fa il termoelettrico, aggancia il 70% del prezzo a quello del gas”.
Parlando anche della sostenibilità dell’approvvigionamento energetico, Pichetto ha spiegato “teniamo anche in riserva a freddo delle centrali a carbone, che non vorrei mai usare, ma va tenuto pronto nell’interesse del Paese“.
Pichetto ha parlato anche dell’idrogeno, il cui utilizzo prenderà ancora qualche anno, ma è pronto ad esplodere, e del nucleare di nuova generazione (small reactors), su cui il governo sta lavorando, per dare un quadro normativo al ritorno del nucleare in Italia, e che rappresenta la risposta neutra, sicura e duratura al futuro dell’energia.
