(Teleborsa) – L’Arabia Saudita è ancora sotto l’assalto dei ribelli Houthi filo-iraniani, che hanno avviato un attacco missilistico sull’aeroporto King Khalid di Riad sin dalla giornata di sabato, causando 12 vittime ed oltre 300 feriti. La Farnesina su X, dopo aver espresso “piena solidarietà” per l’Arabia Saudita ed il suo popolo, ha “raccomandato” ai cittadini italiani di “evitare spostamenti non essenziali verso l’area dell’aeroporto di Riad e l’utilizzo dello scalo per arrivi o partenze”
Nuovo attacco nella notte
Un nuovo attacco, confermato dall’autorità per l’aviazione civile saudita, è stato avviato ieri sera dai ribelli Houthi sull’aeroporto ed ha causato una vittima – un residente pakistano – e 11 feriti, che “sono stati immediatamente trasportati in ospedale per ricevere le cure mediche necessarie”. L’attacco ha causato anche danni materiali alle infrastrutture aeroportuali, attualmente in fase di valutazione.
La Coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha affermato di aver anche “intercettato e distrutto” un missile balistico lanciato dai combattenti Houthi in prossimità di Khamis Mushait, nel Sud del Paese.
Trump valuta intervento a soccorso del Regno
Il presidente americano Donald Trump sta valutando la possibilità di correre in soccorso dell’Arabia Saudita, che avrebbe chiesto soccorso “il prima possibile”, ma l’intervento statunitense non è stato confermato. “Valuteremo la situazione”, ha detto Trump ai giornalisti che chiedevano se gli Stati Uniti avrebbero appoggiato la risposta saudita. “Abbiamo appena saputo del recente attacco. Quindi, prenderemo una decisione. Agiamo molto rapidamente”, ha concluso il Presidente.
A settembre, l’amministrazione Trump aveva approvato la potenziale vendita di 50 aerei da guerra F-35 all’Arabia Saudita per un valore di 24,3 miliardi di dollari, attualmente in fase di approvazione al Congresso, confermando il sostegno statunitense al Regno saudita, impegnato nella campagna in Yemen ed ora costretto a fronteggiare gli attacchi anche “in casa”.
I riflessi economici dell’allargamento del conflitto
L’allargamento del conflitto all’Arabia Saudita rischia di compromettere ancora di più la produzione ed il traffico di petrolio, causato dal blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e, dall’altra parte, dello Stretto di Bab el-Mandeb, punto di accesso chiave al Mar Rosso, da parte dei ribelli Houthi dello Yemen.
Tuttavia, il prezzo del Brent questa mattina sosta sui 104 dollari al barile (-0,09%), controbilanciato dalle notizie positive che arrivano dall’Est europeo, che parlano di una possibile tregua energetica fra Russia ed Ucraina. Il WTI, parallelamente, cede lo 0,4% a 91,45 dollari/barile.
