(Teleborsa) – Senato e Camera hanno approvato le risoluzioni della maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Al Senato la prima ha ottenuto 104 sì, 61 no e 4 astenuti, la seconda 108 sì, un contrario e due astenuti, senza la partecipazione al voto dei partiti di opposizione.
Mercati dei capitali ed Esma
Nella replica alla Camera la premier ha detto che servono “mercati dei capitali europei più integrati, capaci di mobilitare il risparmio e di sostenere gli investimenti delle nostre imprese”. Il compromesso raggiunto all’Ecofin, sostenuto dall’Italia, “va nella giusta direzione: rafforza il ruolo e la responsabilità dell’Esma, concentra la vigilanza europea dove può produrre un reale valore aggiunto, ma allo stesso tempo salvaguarda adeguatamente le competenze e il coinvolgimento delle autorità nazionali, che conoscono meglio i rispettivi mercati”. Era, ha aggiunto, “un punto al quale l’Italia teneva particolarmente”.
L’intesa riguarda però per ora la posizione del Consiglio: “Il percorso è ancora lungo. Per noi non è ancora un testo perfetto: lavoriamo per ottenere ulteriori miglioramenti nella successiva fase di negoziato con il Parlamento europeo e con la Commissione.” Meloni ha infine fatto le congratulazioni a Carlo Comporti per l’elezione alla presidenza dell’Esma.
Irpef
Rispondendo a Luigi Marattin, deputato del Partito liberaldemocratico, la presidente Meloni ha dichiarato: “Sono ovviamente più che favorevole all’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per chi ha fino a 50mila euro di reddito”.
Le comunicazioni al Senato
Nelle comunicazioni al Senato, Meloni ha indicato nel costo dell’energia “la questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia”, per cui “nessuno può rispondere efficacemente da solo” e serve “una risposta coordinata e rapida”. L’intesa di Trump sul gasolio russo è “una scelta molto rischiosa”: l’impennata dei prezzi, ha detto, “è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina”. Sul bilancio Ue ha garantito: “Firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia”, senza ridimensionare Pac, pesca e coesione.
