(Teleborsa) – La spesa del PNRR andrebbe “accelerata”, ma i termini per l’attuazione sono “inderogabili”. Lo ha ribadito il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti durante il Question Time alla Camera, rispondendo ad una interrogazione de M5S sull’eventuale richiesta di proroga. Attualmente, i termini previsti dal Regolamento europeo sono il 31 agosto 2026 per raggiungere gli obiettivi ed il 31 dicembre 2026 per la liquidazione delle rate.
Foti ha spiegato che per modificare il regolamento europeo sul PNRR è richiesta una maggioranza di 15 Stati su 27 che è “difficile da raggiungere”, mentre per cambiare il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 “servirebbe l’unanimità”. “Credo che oggi l’obiettivo di tutti debba essere quello di raggiungere tutti gli obiettivi, non di posticipare i termini”, ha proseguito il Ministro, dicendosi “disponibile” a sostenere “proposte per accelerare la spesa”.
Il responsabile del PNRR ha ricordato che la Corte dei Conti ha confermato che il raggiungimento degli obiettivi previsti procede “in linea con quando concordato” e che la liquidazione della settima rata è “ad un ottimo punto”. “E’ evidente che i dati ai quali mi riferisco sono molto chiari”, ha detto Foti, precisando “gli obiettivi raggiunti sono sotto gli occhi di tutti”. “Nel raffronto a livello europeo, l’Italia sicuramente rappresenta una delle migliori performance”, ha concluso.
Frattanto, il il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, nella puntata di Cinque minuti che andrà in onda questa sera su Rai1, ha anticipato che per i progetti che non potranno essere completati entro il 2026, si potranno usare i Fondi di coesione. “Se gli Stati membri ritengono di avere dei progetti che non si completeranno entro quella data – ha detto Fitto – possono utilizzare questa possibilità che viene con la decisione che abbiamo previsto di poter spostare i progetti dal PNRR alla Coesione. Questo ci consente di ottenere due risultati: il primo di salvaguardare l’intervento e quindi poterlo realizzare, il secondo di rientrare in una programmazione che ha un termine di scadenza al 31 dicembre del 2029”, con “possibilità di prorogarlo fino al 2030”.