(Teleborsa) – L’UE annuncia un “nuovo meccanismo automatico e dinamico” per l’adeguamento del tetto al prezzo del petrolio per le importazioni dalla Russia. Il nuovo tetto al prezzo del greggio russo è di 44,10 dollari al barile, a partire dal 1° febbraio. A partire dal 15 gennaio, i vecchi contratti conclusi, aventi come riferimento il precedente massimale di prezzo, potranno essere eseguiti entro 90 giorni.
Nell’ambito del diciottesimo pacchetto di sanzioni inflitto dalla UE a Mosca, l’UE aveva abbassato il tetto da 60 a 47,60 dollari, per effetto di un meccanismo automatico e dinamico agganciato alle quotazioni dle greggio. Il meccanismo garantisce che il massimale sia sempre inferiore del 15% al prezzo medio di mercato del greggio degli Urali (benchmark di riferimento per il petrolio russo) nel periodo di riferimento precedente (22 settimane).
Limitare le entrate energetiche della Russia – sottolinea la Commissione – è stata e rimarrà costantemente una priorità assoluta per l’UE, al fine di indebolire la capacità di Mosca di condurre la sua guerra illegale di aggressione contro l’Ucraina.
Il tetto al prezzo del greggio sarà oggetto di un riesame periodico ogni sei mesi da parte della Commissione, anche se sono possibili riesami straordinari, ove debitamente giustificato dall’evoluzione dei mercati petroliferi o da altre circostanze impreviste. La Commissione è in contatto regolare con gli Stati membri e con i partner internazionali per garantire uno stretto coordinamento delle misure.
Il meccanismo di fissazione di un tetto al prezzo del greggio è stato istituito nel 2022 da una coalizione del G7 e viene applicato al greggio ed ai prodotti petroliferi trasportati via mare dalla Russia. Gli operatori europei sono autorizzati a fornire servizi di trasporto marittimo e servizi connessi per il greggio e i prodotti petroliferi russi solo se venduti a prezzi pari o inferiori ai massimali di prezzo. Questo meccanismo è stato specificamente progettato per esercitare ulteriori pressioni sulle entrate petrolifere della Russia, mantenendo al contempo stabili i mercati energetici globali attraverso forniture continue.
