(Teleborsa) – S&P Global Ratings ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per l’Eurozona nel 2026, portandole allo 0,9% (dal precedente scenario), dopo che “la domanda ha sorpreso al rialzo”, pur avvertendo che “un’inflazione più vischiosa e tassi a lungo termine più elevati continuano a limitare le prospettive di medio periodo”. Per il Regno Unito la stima sale all’1,3%, mentre per entrambe le aree la crescita 2027 è vista all’1,1%.
Secondo il report, “i consumatori hanno guidato la resilienza, attingendo ai risparmi nonostante i costi energetici ancora elevati”, ma “questa forza potrebbe rivelarsi temporanea”. Nel secondo trimestre il Pil dell’Eurozona è salito dello 0,6% trimestre su trimestre, “in contrasto con la nostra previsione di una lieve contrazione sulla scia dello shock dei prezzi energetici”.
Sul fronte inflazione, S&P segnala che “le scorte di gas europee sono insolitamente basse per questo periodo dell’anno”, tanto da aver alzato le stime sul prezzo del TTF “di circa il 20% per il quarto trimestre 2026 e del 27% per il primo semestre 2027”. A ciò si aggiunge “la siccità estiva”, che rappresenta “un nuovo shock per l’economia europea”, con un impatto limitato sull’attività (0,1-0,2 punti percentuali) ma effetti più persistenti sui prezzi alimentari, che potrebbero aggiungere “fino a 0,4 punti percentuali all’inflazione headline” nello scenario estremo.
Il report sottolinea inoltre che “lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso al traffico merci” e che “i prezzi al consumo finale per prodotti petroliferi raffinati come diesel e benzina sono tornati ai livelli record di aprile”. Anche il fiume Reno, in Germania, è “ai minimi storici”, con il rischio di restrizioni alla navigazione fino all’autunno.
Per quanto riguarda la politica monetaria, S&P Global Ratings si attende ora che la Bce proceda con “un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre 2026, portando il tasso sui depositi al 2,75%“, mentre la Bank of England dovrebbe alzare i tassi una sola volta, probabilmente a novembre. “Questo rialzo dimostrerebbe lo spostamento strategico della Bce verso una maggiore reattività agli shock inflazionistici legati all’offerta”, si legge nel report.
Tra i rischi al ribasso per la crescita economica, S&P cita prezzi energetici più elevati legati alla volatilità in Medio Oriente e un possibile aumento più marcato dei prezzi alimentari dovuto a siccità e costi dei fertilizzanti, segnalando che “i rischi al ribasso superano quelli al rialzo” nello scenario di base.
(Foto: Mika Baumeister on Unsplash)
