(Teleborsa) – Secondo quanto rilevato dal Bureau of Labour Statistics americano, i prezzi import di settembre hanno segnato un +1,1% su mese – l’incremento maggiore degli ultimi quattro mesi – superando nettamente le aspettative del mercato, che prevedevano una crescita dello 0,8%, e proseguendo il rialzo dello 0,7% registrato nel mese precedente.
Le importazioni di prodotti energetici hanno registrato un’impennata del 4,8% – anch’essa la crescita più marcata degli ultimi quattro mesi – spinta dal blocco più rigoroso delle petroliere da parte dell’Iran e dalla riduzione della presenza statunitense nel Golfo Persico, fattori che hanno provocato un forte rialzo dei prezzi del petrolio e dei suoi derivati ??a livello globale.
Su base annua, i prezzi import registrano un incremento dell’8,1% – il dato più elevato da luglio 2022 – facendo seguito a un rialzo del 6,7% ad agosto (dato rivisto al ribasso da +7%).
I prezzi export hanno riportato un aumento del 2,2%, registrando il maggiore incremento mensile da aprile; si tratta di un’accelerazione rispetto al rialzo dell’1,2% di agosto e di un dato ben superiore alle previsioni, che indicavano una crescita dell’1%.
I prezzi all’esportazione di prodotti agricoli sono cresciuti del 2,6%, segnando il rialzo mensile più marcato da novembre 2022; a tale aumento hanno contribuito, in particolare, i prezzi più elevati di soia, mais e grano.
Su anno, i prezzi export evidenziano un incremento dell’11,6% – il dato più alto da luglio 2022 – accelerando rispetto al rialzo del 9,3% registrato ad agosto (dato rivisto al rialzo dal +8,6%).
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