(Teleborsa) – Seduta cauta per l’azionario europeo, con il riaccendersi dello scontro tra Stati Uniti e Iran, dopo che ieri Donald Trump ha annunciato il “Project Freedom”, un piano per guidare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da oggi, sebbene l’Iran abbia fortemente criticato la mossa, considerandola una violazione del cessate il fuoco. L’esercito iraniano ha intimato questa mattina alle forze USA di non entrare nello Stretto di Hormuz. “Abbiamo ripetutamente affermato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è nelle nostre mani e che il passaggio sicuro delle navi deve essere coordinato con le forze armate”. ha detto Ali Abdollahi, capo del comando unificato delle forze armate, in un comunicato. “Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’aggressivo esercito USA, sarà attaccata se intenderà avvicinarsi ed entrare nello Stretto di Hormuz”, ha aggiunto. Il greggio rimane su livelli alti nonostante – in una mossa sostanzialmente simbolica – l’OPEC+ abbia aumentato la produzione di petrolio di maggio.
Sul fronte macroeconomico, l’indice Sentix – che misura il clima di fiducia degli investitori nella zona euro – ha registrato un leggero miglioramento a maggio, indicando che gli investitori non prevedono un ulteriore inasprimento del conflitto con l’Iran; la Germania, tuttavia, ha fatto eccezione alla tendenza, registrando un ulteriore calo. Secondo l’ultima indagine S&P Global PMI di aprile, aumenta ancora la crescita manifatturiera nell’area euro, poiché un’ulteriore espansione dei nuovi ordini ha fatto espandere i livelli di produzione. Le aziende campione hanno spesso in particolare riportato gli acquisti anticipati da parte dei clienti, a causa delle previsioni di imminenti aumenti dei prezzi e possibili interruzioni dell’offerta.
Per quanto riguarda le banche centrali, domattina la Reserve Bank of Australia dovrebbe aumentare i tassi di interesse di 25 punti base (anche se la decisione rimane incerta); giovedì, la Norges Bank dovrebbe alzare i tassi di interesse di 25 punti base, mentre la Riksbank dovrebbe lasciare invariato il costo del denaro.
Focus oggi sul settore automobilistico europeo, dato che i dazi doganali sono tornati al centro del dibattito dopo che Trump ha annunciato l’intenzione di aumentare le tariffe di importazione delle auto dall’UE al 25%.
Lieve calo dell’euro / dollaro USA, che scende a quota 1,172. Perde terreno l’oro, che scambia a 4.580,3 dollari l’oncia, ritracciando dello 0,72%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil), in aumento (+0,87%), raggiunge 102,8 dollari per barile.
Retrocede di poco lo spread, che raggiunge quota +81 punti base, mostrando un piccolo calo di 1 punti base, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 3,87%.
Tra i listini europei poco mosso Francoforte, che mostra un +0,13%, chiusa Londra, e piccola perdita per Parigi, che scambia con un -0,66%.
Si muove in frazionale ribasso Piazza Affari, con il FTSE MIB che sta lasciando sul parterre lo 0,38%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 50.533 punti. Leggermente positivo il FTSE Italia Mid Cap (+0,23%); come pure, sale il FTSE Italia Star (+0,8%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo STMicroelectronics (+4,51%), Nexi (+3,88%), DiaSorin (+2,72%) e Avio (+1,93%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Enel, che prosegue le contrattazioni a -2,71%. Preda dei venditori A2A, con un decremento del 2,35%. Si concentrano le vendite su Snam, che soffre un calo del 2,11%. Vendite su Terna, che registra un ribasso del 2,00%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Cembre (+4,36%), Tamburi (+2,61%), BFF Bank (+2,41%) e Moltiply Group (+2,35%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Ascopiave, che prosegue le contrattazioni a -4,17%. Seduta negativa per Safilo, che mostra una perdita del 2,44%. Sotto pressione NewPrinces, che accusa un calo del 2,37%. Scivola ENAV, con un netto svantaggio del 2,21%.
