(Teleborsa) – Seduta sostanzialmente interlocutoria per le Borse europee, con gli indici contrastati ma comunque poco mossi, mentre gli investitori mantengono un atteggiamento prudente in vista delle prossime decisioni delle banche centrali e monitorano l’evoluzione del contesto geopolitico internazionale. Oggi sono in ribasso petrolio e gas naturale, che comunque si mantengono su livelli elevati per il fatto che, rispettivamente, lo Stretto di Hormuz resta navigabile solo in parte con la marina statunitense che continua a garantire il passaggio di una parte delle petroliere attraverso il corridoio meridionale (acque dell’Oman) e il raggiungimento del 90% degli stoccaggi di gas entro settembre in Europa appare un obiettivo impossibile da raggiungere.
Oggi pomeriggio è emerso che la crescita dell’occupazione negli Stati Uniti ha registrato una forte accelerazione ad agosto, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%, indicando un mercato del lavoro ancora solido e mantenendo aperta la possibilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve questo mese. In particolare, i nuovi occupati non agricoli si sono attestati a 162 mila (contro +55 mila attesi e +21 mila precedenti), con l’incremento occupazionale che si è collocato ben al di sopra della media mensile dell’ultimo anno (31 mila) e ha riguardato soprattutto i comparti della ristorazione e dell’istruzione pubblica locale (i contratti agli insegnanti per il nuovo anno scolastico vengono siglati ad agosto).
I dati più attesi della prossima settimana sono i prezzi alla produzione (giovedì) e l’inflazione statunitense (venerdì). Saranno pubblicati prima della riunione Fed del 16 settembre e pertanto saranno tenuti in forte considerazione dal board, alla luce delle recenti pressioni al rialzo sulle quotazioni petrolifere. Acquistano maggiore importanza soprattutto dopo le parole piuttosto hawkish di Warsh al simposio di Jakson Hole ed alle dichiarazioni di giovedì di Waller (votante) che attribuisce a questi dati la decisione su un rialzo o meno dei tassi. Waller ha anche enfatizzato il fatto che è iniziato un processo disinflattivo e questo se confermato renderebbe il rialzo meno urgente.
La settimana prossima si riunisce la BCE. Dall’ultimo meeting del 23 luglio, il mercato ha prezzato un nuovo rialzo del tasso sui depositi al 2,5% nel meeting di giovedì come una quasi certezza in maniera pressoché costante. Il mercato prezza due ulteriori rialzi nei prossimi 12 mesi con una pausa molto probabile nel meeting del 29 ottobre e un rialzo per il 17 dicembre. Il fatto che l’inflazione core (2,4% ad agosto) si sia mostrata ancora relativamente impermeabile alla salita dell’energia milita a favore di una pausa di riflessione a ottobre, in attesa di buone notizie dal fronte del Golfo.
L’Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a -0,13%. L’Oro è in calo (-1,13%) e si attesta su 4.423,6 dollari l’oncia. Profondo rosso per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua gli scambi a 89,63 dollari per barile, in netto calo dell’1,82%.
Invariato lo spread, che si posiziona a +81 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si attesta al 4,13%.
Tra gli indici di Eurolandia performance modesta per Francoforte, che mostra un moderato rialzo dello 0,41%, andamento cauto per Londra, che mostra una performance pari a -0,16%, e poco mosso Parigi, che mostra un -0,01%.
Piazza Affari continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a -0,13% sul FTSE MIB; sulla stessa linea, giornata senza infamia e senza lode per il FTSE Italia All-Share, che rimane a 54.786 punti. In rialzo il FTSE Italia Mid Cap (+0,77%); con analoga direzione, leggermente positivo il FTSE Italia Star (+0,39%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Prysmian (+3,09%), STMicroelectronics (+2,61%), Buzzi (+1,75%) e A2A (+1,63%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su ENI, che continua la seduta con -3,25%. Contrazione moderata per Banco BPM, che soffre un calo dell’1,38%. Sottotono DiaSorin che mostra una limatura dell’1,30%. Deludente Ferrari, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.
Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, LU-VE Group (+9,53%), IREN (+3,64%), Technoprobe (+3,63%) e D’Amico (+3,11%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su MFE B, che prosegue le contrattazioni a -1,43%. Fiacca Reply, che mostra un piccolo decremento dell’1,38%. Discesa modesta per Moltiply Group, che cede un piccolo -1,23%. Pensosa MFE A, con un calo frazionale dell’1,19%.
