(Teleborsa) – Le banche-reti continuano a guidare il mercato finanziario italiano, avendo registrato una crescita media annuale dell’8,4%, rappresentano oggi un quarto delle attività finanziarie delle famiglie italiane, con ben 5,4 milioni di risparmiatori che si sono affidati a a consulenti specializzati, e fanno da ponte fra il risparmio e l’economia reale, con il 92% della raccolta impiegata per investimenti produttivi. E’ quanto emerge dal rapporto annuale di Assoreti, l’associazione che rappresenta appunto le reti di consulenti finanziari.
“Il nostro è un settore solido e professionale, che si evolve costantemente per rispondere alla crescente domanda dei risparmiatori e offrire servizi sempre più attenti alle esigenze delle famiglie”, commenta Massimo Doris, Presidente di Assoreti. “La consulenza finanziaria è un’infrastruttura di crescita e uno stabilizzatore sociale”, ha aggiunto Marco Tofanelli, Segretario Generale di Assoreti, aggiungendo “collega i bisogni individuali e familiari agli obiettivi economici e sociali del Paese”.
Patrimonio più che raddoppiato e raccolta record
Nel 2025, il patrimonio complessivo seguito dalle banche-reti associate ha raggiunto 1.007 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto ai 434 miliardi del 2015 (+132%), con una raccolta netta annua record di 60,8 miliardi. Un risultato che consolida il ruolo centrale della consulenza nell’allocazione della ricchezza delle famiglie, fungendo da ponte tra risparmio e mercati e orientando le scelte di investimento verso soluzioni di medio-lungo periodo.
Trend in crescita negli ultimi dieci anni
Negli ultimi dieci anni il patrimonio sotto consulenza è cresciuto in media dell’8,4% all’anno, con un ritmo 5 volte superiore rispetto a quello stimato per gli altri operatori sul mercato del risparmio, portando le banche-reti a rappresentare oggi il 24,8% delle attività finanziarie delle famiglie italiane, con un incremento di oltre dieci punti percentuali rispetto al 2015. Tra il 2021 e il 2025 la raccolta netta ha superato 258 miliardi di euro, con una media di 52 miliardi all’anno, di cui oltre il 92% destinato a investimenti.
La consulenza rappresenta un faro per le famiglie italiane
Dietro questi numeri ci sono 5,4 milioni di risparmiatori, circa 1,7 milioni in più rispetto a dieci anni fa (+46,9%), che scelgono un servizio di consulenza personalizzato adatto a tutte le tipologie di clientela. Secondo le ultime rilevazioni, la maggior parte dei clienti (circa il 72%) dispone di meno di 100 mila euro ma, in termini di masse, tuttavia, la quota più consistente del patrimonio (circa 63%) appartiene alla clientela con oltre 500 mila euro.
Come viene ripartito il patrimonio
La composizione del patrimonio conferma questa tendenza: al 31 dicembre 2025 il 61,9% delle masse è investito in soluzioni del risparmio gestito, i titoli pesano per il 24,6% e la liquidità – funzionale alla quotidianità – si ferma al 13,5%, un terzo della quota detenuta presso altri intermediari.
Il ruolo della consulenza finanziaria non si esaurisce nel sostegno delle famiglie italiane ma è anche il volano di crescita dell’industria del risparmio gestito, tanto che quasi il 90% degli investimenti in fondi aperti in Italia è stato generato negli ultimi dieci anni dall’attività delle banche-reti.
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