(Teleborsa) – “Da luglio si è registrato un aumento significativo dei prezzi dell’energia, con conseguenze sulle prospettive dell’inflazione a breve termine. I rischi per i prezzi dell’energia – e quindi per l’inflazione – continuano a essere orientati al rialzo. Il contesto geopolitico accentua tale rischio, a fronte di una percezione di minore urgenza nel trovare soluzioni”. Lo ha detto Andrew Bailey, Governatore della Bank of England, spiegando il suo voto per mantenere i tassi invariati al 3,75%, secondo quanto emerge dai verbali della riunione.
“Tuttavia, la trasmissione indiretta dei costi energetici è stata finora più contenuta del previsto e, sebbene sia ancora presto per trarre conclusioni definitive, vi sono scarsi segnali di effetti di secondo livello – ha aggiunto – Le pressioni inflazionistiche interne hanno continuato ad attenuarsi. Il mercato del lavoro rimane debole, con dinamiche salariali in linea con le attese, nonostante una ripresa di alcuni indicatori prospettici relativi alle assunzioni. È probabile che le condizioni meteorologiche spingano al rialzo l’inflazione dei prezzi alimentari”.
“Data la prevalenza di rischi al rialzo per i prezzi dell’energia e dei generi alimentari, potrebbero concretizzarsi effetti di secondo livello più marcati – ha detto Bailey – Le condizioni finanziarie continueranno a esercitare una pressione al ribasso sull’inflazione; pertanto, in questa riunione, appare opportuno mantenere invariato il tasso di riferimento. Tuttavia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi a lungo – come sembra probabile – e aumentasse il rischio di effetti di secondo livello, è verosimile che si renda necessario un inasprimento della politica monetaria”.
