(Teleborsa) – La maggior parte delle Borse europee chiude in leggero rialzo, mentre Francoforte e Madrid restano sulla parità. Nonostante le dichiarazioni di ieri del presidente statunitense Donald Trump sembra prevalere ancora uno scetticismo di fondo riguardo a una soluzione del conflitto in tempi ravvicinati, con le quotazioni petrolifere che si confermano su livelli elevati, condizionando le aspettative di crescita dell’inflazione nel breve periodo e di impatti negativi sulla crescita economica.
Intanto, Israele ha affermato che gli attacchi sull’Iran continuano a “piena intensità” e l’Iran ha ribadito che non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti. L’Iran ha anche iniziato ad applicare tariffe di transito ad alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, un ulteriore segno del controllo di Teheran sul più importante canale marittimo per il commercio di energia al mondo. Il Pakistan si è dichiarato pronto a ospitare colloqui tra Stati Uniti e Iran, previo accordo tra le due parti, per una soluzione globale della guerra in corso in Medio Oriente. Saudi Arabia ed Emirati Arabi Uniti starebbero invece valutando la possibilità di unirsi alla guerra tra Stati Uniti e Israele e potrebbero essere costretti a farlo se Teheran attaccasse le loro infrastrutture critiche. Sul fronte energetico, QatarEnergy ha dichiarato lo stato di forza maggiore su alcuni contratti di fornitura di GNL a lungo termine, le cui controparti includono clienti in Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina.
Sul fronte macroeconomico, nell’Eurozona a marzo il PMI flash manifatturiero ha sorpreso al rialzo, salendo da 50,8 a 51,4, mentre quello dei servizi è sceso oltre le attese da 51,9 a 50,1: l’indice composito è calato a 50,5. Negli Stati Uniti l’aumento della produttività non agricola del 4° trimestre 2025 è stato rivisto a +1,8% t/t ann. da +2,8% preliminare. A marzo i PMI flash statunitensi hanno registrato un andamento analogo a quelli dell’Eurozona: l’indicatore manifatturiero è salito a 52,4 da 51,6 e quello dei servizi è sceso a 51,1 da 51,7.
Lieve calo dell’euro / dollaro USA, che scende a quota 1,159. Lieve aumento per l’oro, che mostra un rialzo dello 0,37%. Pioggia di acquisti sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 4,81%.
Lo Spread peggiora, toccando i +90 punti base, con un aumento di 2 punti base rispetto al valore precedente, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,91%.
Tra i mercati del Vecchio Continente piatta Francoforte, che tiene la parità, bilancio decisamente positivo per Londra, che vanta un progresso dello 0,72%, e piccolo passo in avanti per Parigi, che mostra un progresso dello 0,23%.
Lieve aumento per la Borsa Milanese, con il FTSE MIB che sale dello 0,42% a 43.370 punti; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share fa un piccolo salto in avanti dello 0,38%, portandosi a 45.600 punti. Senza direzione il FTSE Italia Mid Cap (-0,11%); con analoga direzione, pressoché invariato il FTSE Italia Star (-0,05%).
Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, incandescente Inwit, che vanta un incisivo incremento del 9,89% dopo che Il Sole 24 Ore ha scritto che il fondo francese Ardian sta lavorando con Brookfield a una potenziale offerta per la privatizzazione della società. Il titolo era sceso di quasi il 29% la scorsa settimana dopo che Fastweb e TIM avevano lanciato una joint venture per costruire fino a 6.000 torri nell’ambito di un’iniziativa volta a rinegoziare i contratti con Inwit. In primo piano DiaSorin, che mostra un forte aumento del 4,82%. Decolla Amplifon, con un importante progresso del 4,10%. Buona performance per Stellantis, che cresce del 3,42%.
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Fincantieri, che ha terminato le contrattazioni a -3,66%. Seduta negativa per Leonardo, che mostra una perdita del 2,06%. Giornata fiacca per Ferrari, che segna un calo dell’1,34%. Piccola perdita per Brunello Cucinelli, che scambia con un -1,33%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Rai Way (+5,20%), NewPrinces (+4,60%), D’Amico (+2,93%) e Ariston Holding (+2,86%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Avio, che ha terminato le contrattazioni a -4,89%. Sotto pressione IREN, che accusa un calo del 2,78%. Scivola Tamburi, con un netto svantaggio del 2,58%. In rosso WIIT, che evidenzia un deciso ribasso del 2,33%.
