(Teleborsa) – Tutti negativi gli indici di Piazza Affari e degli altri principali listini europei. Sul mercato USA, giù anche l’S&P-500.
Il sentiment resta appesantito dai timori di inflazione in scia al rialzo del petrolio con il Brent che sfiora i 116 dollari al barile, mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente continua a minacciare le forniture globali. Il tutto mentre cresce già l’attesa per la riunione Fed della prossima settimana.
Resta nel contempo l’attenzione sulla sostenibilità degli ingenti investimenti delle aziende in intelligenza artificiale alla luce anche di quanto sta emergendo dalle trimestrali.
I dati macro
Secondo le stime preliminari di S&P Global, l’indice PMI manifatturiero dell’Eurozona a ottobre è sceso a 52,4 punti, rispetto ai 52,9 punti del mese precedente e alle attese che indicavano un livello di 52,7. Una soglia che si conferma al di sopra del livello critico di 50 punti e che denota una espansione dell’attività. Si indebolisce anche il PMI dei servizi, che scende a 51,7 punti rispetto ai 53 punti precedenti, risultando peggiore dei 52,6 attesi. Di conseguenza, il PMI composito si porta a 51,9 punti dai 53,1 precedenti contro i 52,7 del consensus.
Forex, materie prime e tassi
L’Euro / dollaro USA mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1,12. L’Oro mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 4.019,3 dollari l’oncia. Giornata di forti guadagni per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo del 2,87%.
Sui livelli della vigilia lo spread, che si mantiene a +128 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 4,61%.
Il MEF ha intanto rivisto al rialzo le cedole per il doppio collocamento del BTP Valore, che ha chiuso l’emissione con 16.622,518 milioni di euro raccolti e 560.029 contratti registrati.
Gli indici
Nello scenario borsistico europeo si concentrano le vendite su Francoforte, che soffre un calo dell’1,03%, piccola perdita per Londra, che scambia con un -0,64%, e vendite su Parigi, che registra un ribasso dello 0,92%.
Sessione debole per il listino milanese, che scambia con un calo dello 0,59% sul FTSE MIB; sulla stessa linea, in lieve calo il FTSE Italia All-Share, che continua la giornata sotto la parità a 50.580 punti.
In discesa il FTSE Italia Mid Cap (-0,76%); sulla stessa linea, poco sotto la parità il FTSE Italia Star (-0,28%).
I migliori e i peggiori a Piazza Affari
Tra i best performers di Milano, in evidenza ENI (+4,76%) in scia agli eccellenti risultati e dopo aver deliberato la distribuzione a dicembre di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (circa 1,3 miliardi) nonché un ulteriore incremento del 12% del programma di buyback, che sale a 3,8 miliardi.
Toniche anche Tenaris (+3,22%), Buzzi (+2,16%) e Saipem (+1,87%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su Stellantis, che ottiene -6,79%.
Seduta negativa per Technoprobe, che mostra una perdita del 3,32%.
Sotto pressione Prysmian, che accusa un calo del 2,36%.
Scivola Telecom Italia, con un netto svantaggio del 2,26%.
Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, SOL (+2,67%), D’Amico (+2,44%), Cementir (+1,82%) e Cembre (+1,44%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Ferragamo, che prosegue le contrattazioni a -5,41%.
In perdita De’ Longhi, che scende del 4,66%.
In rosso Banca Ifis, che evidenzia un deciso ribasso del 3,69%.
Spicca la prestazione negativa di WIIT, che scende del 3,16%.
