(Teleborsa) – Dopo la frenata di ieri, sale di nuovo la tensione sui mercati energetici globali a causa dell’aggravarsi del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Ad Amsterdam, il prezzo del gas TTF per aprile ha registrato un balzo dell’8,68%, portandosi a 53 euro/MWh. Parallelamente, il petrolio ha esteso il proprio rally per la quinta sessione consecutiva: il Brent è salito del 3% a 83,84 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato il 3,27% toccando i 77,10 dollari.
L’escalation militare ha raggiunto il sesto giorno con un massiccio attacco missilistico iraniano contro Israele. La stabilità delle forniture è minacciata dai combattimenti nello Stretto di Hormuz, arteria vitale per un quinto del greggio e del GNL mondiale, dove le forze iraniane hanno colpito diverse petroliere. Al momento, circa 200 navi sono ferme al largo dei principali produttori del Golfo.
La crisi sta già impattando duramente la produzione: l’Iraq ha tagliato l’output di 1,5 milioni di barili al giorno per mancanza di rotte d’esportazione, mentre il Qatar ha dichiarato la forza maggiore sulle esportazioni di gas, prevedendo almeno un mese per il ritorno alla normalità.
In risposta all’incertezza, il governo cinese ha chiesto alle proprie aziende di sospendere i nuovi contratti di esportazione di carburante raffinato. Gli analisti rimangono rialzisti sui prezzi, non intravedendo una risoluzione rapida del conflitto.
