(Teleborsa) – Il prezzo del gas europeo torna ad aumentare, dopo l’avvio odierno in calo, dopo che il ministro dell’energia del Qatar ha dichiarato al Financial Times che, anche se il conflitto terminasse immediatamente, ci vorrebbero comunque “settimane o mesi” per tornare a un normale ciclo di consegne dopo la chiusura del più grande impianto di GNL al mondo all’inizio di questa settimana.
Il future TTF (contratto di aprile 2026) sulla borsa di Amsterdam si assesta a 52,3 euro/MWh, in aumento del 3%. Prima dell’avvio del conflitto i prezzi erano in area 32 euro/MWh.
Il prezzo del gas europeo è sulla buona strada per il maggiore guadagno settimanale da febbraio 2022, a causa delle preoccupazioni che un conflitto prolungato in Medio Oriente possa interrompere gravemente le forniture di gas, raggiungendo i livelli più alti dall’inizio del 2023.
“Il mercato è ovviamente sotto pressione a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’impatto che ciò ha sull’approvvigionamento globale di GNL – commentano gli analisti di Mind Energy – Con la guerra ancora in corso e senza una fine a breve termine, continueremo a vedere una forte volatilità nel prossimo futuro“.
L’Europa è particolarmente esposta alle novità sulle forniture che emergono man mano dal Medio Oriente, poiché sta uscendo dall’inverno con i serbatoi di gas a livelli bassi e quindi dovrà acquistare più carichi via mare quest’estate per rifornirsi, competendo con gli acquirenti in Asia.
