(Teleborsa) – Il petrolio torna a correre nella seduta odierna in un contesto che resta appesantito dalle incertezze sul fronte geopolitico facendo passare in secondo piano i recenti segnali incoraggianti.
In particolare, il future sul Brent con scadenza ottobre 2026 sale del 3,9% a 82,6 dollari al barile mentre quello sul WTI con scadenza settembre viaggia in rialzo del 3,2% a 77,6 dollari.
Nonostante l’Iran abbia annunciato di aver raggiunto un’intesa con l’Oman su una rotta proposta per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz non si affievoliscono del tutto i timori di una escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Ad appesantire il clima contribuisce quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars che, citando i dettagli dell’accordo stipulato tra Teheran e Oman, ha fatto sapere che sarà vietato il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz per le navi appartenenti a Stati Uniti, Israele e altri paesi ostili.
Inoltre, il gruppo militante Houthi ha affermato di aver condotto un attacco “su vasta scala” contro le forze del governo yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita, riaccendendo le preoccupazioni per una possibile estensione della guerra contro l’Iran a una area più ampia.
Nel dettaglio, in un comunicato diffuso su Telegram, gli Houthi, sostenuti da Teheran, hanno informato che gli attacchi condotti con droni e missili nel nord e nell’est dello Yemen hanno ucciso e ferito “centinaia” di soldati e che l’operazione è stata realizzata in risposta a quello che hanno definito “un massiccio rafforzamento militare saudita nelle sue fasi finali”.
