(Teleborsa) – Oltre 145 paesi e giurisdizioni che collaborano nell’ambito del Quadro Inclusivo OCSE/G20 sul BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) hanno concordato gli elementi chiave di un pacchetto che traccia la strada per il funzionamento coordinato di accordi per un’imposta minima globale. Lo si apprende da una nota dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
Il pacchetto completo per un accordo “side-by-side”, scrive l’organizzazione, “rappresenta un importante accordo politico e tecnico che getterà le basi per la stabilità e la certezza del sistema fiscale internazionale”. Inoltre, “preserverà i progressi finora ottenuti nel quadro di un’imposta minima globale e tutelerà la possibilità per tutte le giurisdizioni, in particolare i paesi in via di sviluppo, di avere diritti di prima imposizione sui redditi generati nelle loro giurisdizioni“.
Il pacchetto include cinque componenti chiave. In primo luogo, una serie di misure di semplificazione ridurrà gli oneri di conformità per le imprese multinazionali (MNE) e le autorità fiscali nel calcolo e nella rendicontazione ai sensi delle norme sul global minimum tax.
In secondo luogo, il pacchetto allinea ulteriormente il trattamento degli incentivi fiscali a livello globale attraverso l’introduzione di un nuovo safe harbour mirato per gli incentivi fiscali basati sulle sostanze.
Ancora, nuovi safe harbour sono disponibili per i gruppi multinazionali con una società madre situata in una giurisdizione idonea che soddisfa i requisiti minimi di tassazione.
Inoltre, il pacchetto include un processo di valutazione basato sull’evidenza per garantire il mantenimento di condizioni di parità per tutti i membri dell’Inclusive Framework.
Infine, il pacchetto rafforza l’obiettivo che i regimi di imposizione minima nazionale qualificata rimangano un meccanismo primario nel quadro del global minimum tax per garantire la protezione delle basi imponibili locali, in particolare nei paesi in via di sviluppo.
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