(Teleborsa) – Il petrolio scende in un mercato volatile, in attesa delle mosse di Washington sulla guerra con l’Iran, dopo che i democratici hanno conquistato Camera e Senato strappandoli ai repubblicani di Donald Trump. Il Brent perde 1,41 dollari (-1,36%) a 102,18 al barile e il Wti 98 centesimi (-1,02%) a 95,08. Nella seduta precedente il Brent aveva chiuso ai minimi da quasi quattro settimane.
Il commento di Teheran
Il presidente del Parlamento e capo negoziatore iraniano Mohammad Baqer Qalibaf ha scritto su X: “Coscienza o costo della vita, gli americani hanno detto no alla guerra, e noi sosteniamo questo messaggio”, aggiungendo che Washington non dovrebbe ignorare l’opinione pubblica attaccando di nuovo. La Guida suprema Mojtaba Khamenei ha detto che “l’ostilità degli Usa persisterà indipendentemente dal partito al potere” e ha messo in guardia da “anche la minima inclinazione alla sottomissione”: “Gli Usa vedono lontana la fine della loro egemonia; noi la vediamo vicina”.
Secondo quanto riportato da Reuters, però, Teheran teme anche che Trump possa compensare con un attacco la sconfitta, e resta in massima allerta. Trump ha ammesso che la guerra ha avuto un ruolo: “Una parte è stata l’Iran, ma la gente ha capito l’importanza di ciò che ho fatto con l’Iran”.
Quadro incerto
Per gli economisti di Ing, la vittoria dei democratici “offre ai mercati diversi elementi da metabolizzare”: un esito così netto “contribuisce a garantire una transizione ordinata”, visto che il rischio di contestazione è limitato, e “si evita una situazione di stallo politico”, fattori che “dovrebbero favorire il sentiment dei mercati”. Sul fronte dei prezzi, con Trump “ancora alla guida della politica estera”, l’inflazione “resta una variabile piuttosto imprevedibile”: la guerra con l’Iran “non è finita” e i dazi “potrebbero tornare in auge”.
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